Avvenire di Calabria

La testimonianza di Giuseppe Foti, sindacalista reggino che da tanti anni si impegna nel settore

Oggi è la Giornata mondiale della salute mentale: la testimonianza

di Redazione web

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«Salute mentale in un mondo ineguale» è lo slogan scelto per la Giornata mondiale della salute mentale che si celebra oggi, 10 ottobre. Un'occasione per riflettere e conoscere più da vicino un mondo ancora pieno di pregiudizi. E ribadire, altresì, la necessità di un’assistenza che guardi all’altro innanzitutto come persona e non semplicemente un paziente. Un appuntamento che arriva a distanza di quasi due anni dall'inizio della pandemia che ha avuto un forte impatto sui livelli essenziali dell'assistenza sanitaria. Inevitabilmente, anche sul disagio psichico.


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«In questi lunghi anni di lavoro presso una delle tante strutture psichiatriche della città, ho sempre di più avvertito il bisogno, come educatore, di andare oltre all’approccio biomedico». È una testimonianza ricca di sentimento quella di Giuseppe Foti educatore presso un centro di Reggio Calabria, da sempre impegnato in prima linea nelle battaglie volte a dare dignità ad assistiti e rete delle disabilità mentali sul territorio calabrese e reggino in particolare come uno dei referenti del Coolap e responsabile settore psichiatrico per la Cisl Fp.

«Sia chiaro - tiene però a precisare - non è mia intenzione denigrare l’approccio medico o farmacologico. Bensì incoraggiare un agire che guardi all’altro, alla dignità della vita della persona, intesa non come un semplice paziente da curare». Insomma, è necessario svincolarsi da una mentalità ospedaliera, ormai obsoleta, «guardando alla cura sotto l’aspetto esistenziale». Lo ha «magistralmente scritto Eugenio Borgna, psichiatra di nota fama: “silenzio e parole sono diastole e sistole della vita”». Nonostante sia stata approvata oltre quarant’anni fa, preoccupano però, ancora nelle parole di Foti, «i costanti attacchi a cui viene sottoposta, ancora oggi, la riforma Basaglia. Una legge che, come sappiamo, ha riconosciuto dignità e diritti al paziente psichiatrico, fino ad allora considerato né nella sua entità giuridica né politica».

C’è però tanta fiducia che le cose possano cambiare in meglio, ad alimentare le quali l’esperienza quotidiana di chi considera il proprio lavoro un servizio.

Giornata mondiale della salute mentale, l'auspicio: «Basta stigmi»

«Il modello inclusivo e di comunità» è la strada da perseguire per evitare - ancora l’educatore - «la spersonalizzazione dei vissuti dei pazienti, ma anche degli operatori. Agire secondo algoritmi non lascia spazio allo scambio affettivo e mentale tra pari. E tende a creare un clima depressivo, emotivamente povero, negli spazi della cura. Del resto, lo recita testualmente anche il “Manifesto per una salute mentale moderna e democratica in Italia”». Per Foti, «abbattere lo stigma legato al disagio mentale può essere una sfida ardua soprattutto dalle nostre parti. La storia ci insegna che non è impresa impossibile. Un confronto, critico e costruttivo, con le realtà sociali e politiche calabresi sarebbe a mio avviso un ottimo punto di partenza.

Dobbiamo ricordare, come operatori del sociale, che il nostro mandato è costituito dal principio inviolabile che ogni individuo ha il diritto, prima umano e poi costituzionale, di essere cittadino pari agli altri e senza distinzioni di genere». Aspetto che dopo la pandemia, «è diventato centrale per le nazioni del mondo che hanno compreso l’importanza della salute mentale come parte integrante della salute più in generale, indispensabile per il benessere sociale».


PER APPROFONDIRE: Salute mentale, Savino: «È necessario prendere coscienza»


I pregiudizi, purtroppo, «sono ancora tanti». Chi crede in ciò che fa, nutre comunque speranza. «Mi piacerebbe - conclude Foti - che la psichiatria fosse vista anche come “arte dell’essere”, dove ogni individuo è un fatto unico e irripetibile che va rispettato nella sua diversità e nel suo modo personale di essere nel mondo, senza più alcun preconcetto.

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