Regno Unito: suicidio assistito, un altro allarme dei vescovi. Mons. Sherrington: “I politici proteggano i cittadini più vulnerabili”

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“Siamo molto preoccupati dal fatto che la legislazione sul suicidio assistito stia per essere approvata dalla Camera dei Comuni perché molti hospices e Rsa cattolici saranno costretti ad offrire il fine vita senza avere la possibilità di una rinuncia. Inoltre, le regole per l’obiezione di coscienza per il personale sanitario e gli assistenti sociali sono confuse e non adeguate, un problema che non verrà risolto dagli emendamenti proposti. Non ci sono sufficienti garanzie che le categorie vulnerabili non saranno costrette dalla pressione sociale, o da altre forme di controllo psicologico, a chiedere il suicidio assistito”. Con queste parole, contenute in un comunicato diffuso dalla Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, il vescovo John Sherrington, responsabile del settore vita, esprime le proprie riserve sulla nuova normativa che sta completando il proprio iter legislativo al parlamento britannico. Il “Terminally ill adults (End of Life) Bill” prevede che adulti maggiorenni malati terminali, con un’aspettativa di vita di sei mesi e la capacità di intendere e di volere, possano chiedere il suicidio assistito dopo che due medici abbiano dichiarato che questi malati hanno diritto al fine vita e non sono stati sottoposti a pressione o coercizione. La normativa potrebbe ricevere un sì definitivo dalla Camera dei comuni, prima di procedere a quella dei Lord, il prossimo 13 giugno oppure il 20 giugno, durante la terza e ultima fase del processo legislativo, il cosiddetto “third reading”. La legge è stata proposta il 16 ottobre scorso e ha ricevuto un primo voto a favore, a novembre, con 330 voti sì e 275 no. “I vescovi si oppongono a questa legislazione fatta molto male, sia in linea di principio che in pratica”, scrive ancora il vescovo Sherrington. “Notiamo che ad opporsi alla legislazione è l’Ordine professionale degli psichiatri, specialisti che dovranno partecipare al processo che selezionerà chi potrà scegliere il suicidio assistito”, scrive ancora Sherrington. “La legislazione è già stata indebolita, in fase di commissione, e ora i deputati dovranno discutere quasi sessanta pagine di emendamenti in meno di quindici ore, un processo affrettato e superficiale per un cambiamento così radicale per la nostra società”. Infine: “I nostri rappresentanti scelgano di proteggere i cittadini più vulnerabili di questo Paese”.

Fonte: Agensir
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