Avvenire di Calabria

Il 12 luglio si è riunito il secondo tavolo interistituzionale promosso dalla Garante dei diritti dei detenuti

Sanità penitenziaria, da Reggio Calabria modelli virtuosi

Giovanna Russo soddisfatta: «Dal confronto sono emersi spunti e proposte interessanti rispetto al percorso che abbiamo intrapreso»

di Redazione Web

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Sanità penitenziaria, ci sono tutte le condizioni perché si possano costruire modelli virtuosi partendo dall’esperienza di Reggio Calabria. È quanto emerso nel corso del secondo tavolo tecnico interistituzionale convocato dal Garante dei diritti dei detenuti di Reggio Calabria, Giovanna Russo.

Il tavolo sulla sanità penitenziaria a Reggio Calabria

Si è riunito giorno 12 luglio per la seconda volta il tavolo sulla sanità penitenziaria a Reggio Calabria, fortemente voluto dal Garante per i diritti delle persone private della libertà personale Avv. Giovanna Russo.


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Un tavolo sempre più ricco di istituzioni e professionalità con il comune e unico intento di garantire, ciascuno per il proprio ruolo, l’effettiva tutela sanitaria delle persone detenute. Presenti oltre alla Garante, per il Tribunale di Sorveglianza la Presidente Daniela Tortorella, la Commissaria Asp RC Lucia di Furia, il Commissario GOM di Reggio Calabria Gianluigi Scaffidi, il Coordinatore sanitario Luciano Lucania, la Comandante dell’Istituto Penitenziario di Reggio Calabria Plesso Arghillà Maria Luisa Alessi in rappresentanza anche della Direzione, l’Ispettrice Daniela Iiriti in rappresentanza del Comandante di Reggio Calabria, le Organizzazioni sindacali di polizia penitenziaria Ispettore Capo Maurizio Policaro per OSAPP, Ispettore Erminio Battista SAPPE, Ispettore Massimo Musarella per USPP e l’infermiere Filippo Errante per le professioni sanitarie rappresentante sindacato NurSind.

Ha introdotto i lavori ed il confronto la Garante Russo, condividendo con tutti i presenti l’importanza della sinergia creata già dal I incontro del 14 aprile scorso. Il leale confronto istituzionale, necessario al fine di trovare delle misure risolutive agli annosi problemi che investono la sanità penitenziaria ha trovato già le prime reali e concrete risposte. Dice la Garante: “ci siamo confrontati, ci siamo rispettati nelle pur diverse posizioni, abbiamo analizzato le criticità e deciso di procedere con spirito di leale condivisione al fine di raggiungere il risultato: garantire e tutelare il diritto alla salute delle persone detenute”. Sino ad aprile scorso le emergenze erano preoccupanti, ma il confronto serrato, continuo e condiviso ha determinato oggi che l’allarmante carenza dei medici su Arghillà e non solo viene scongiurata dalla recente accettazione dell’incarico da parte di ben tre medici. Persone di straordinaria competenza e sensibilità che hanno risposto si alla chiamata per la loro vocazione di essere professionisti del settore.

Gli interventi che si sono potuti apprezzare al tavolo hanno tutti dato riscontro delle alte professionalità coinvolte. La Presidente Tortorella con la sua nota esperienza e umanità ha tracciato una linea di indirizzo di chi ha una visione che sa andare oltre il dato normativo. La Presidente ha voluto porre l’accento sul diritto alla salute ed il diritto alla cura. Ascoltare il suo intervento per i presenti è stato riscontrare ancora una volta di essere coadiuvati e supportati dal lavoro prezioso che tutto il Tribunale di Sorveglianza di Reggio Calabria svolge sotto l’attenta, meticolosa e professionale presidenza della Dottoressa Tortorella. Per il TdS REGGINO i detenuti non sono numeri, ma persone che devono essere tutelate e reinserite nella società. Un’istituzione che guarda sempre più alla reclusione come costituzionalmente garantita.

Successivamente è intervenuto il Commissario GOM RC dottor Scaffidi ex Commissario Asp Rc, presente per il passaggio di consegna dei lavori del tavolo alla Dott.ssa Di Furia, a cui va il nostro benvenuto in città, e per le competenze attuali GOM nei confronti della sanità penitenziaria in quanto anche il malato recluso ha anche esigenze di assistenza e cura extra murarie. In questo il Dott. Scaffidi ha messo in evidenza gli aspetti della visita alle cellette di giorni fa, dei risvolti pratici già attuati nei dignitosi locali e del lavoro di studio e analisi circa ipotesi che possano rendere più dinamico il sistema delle visite per i soggetti detenuti che ne abbiano necessità. Scaffidi ha inoltre evidenziato come il tema della carenza di personale sia un dato oggettivo per tutte le amministrazioni coinvolte, ma le criticità evidenziate nello spirito costruttivo e professionale del Dott. Scaffidi costituiscono punti di forza su cui ragionare.

Per la Prima volta al tavolo perché neoarrivata in città la Commissaria dell’Asp Di Furia, una donna che conosce bene le criticità del sistema penitenziario. Una professionista seria, operativa e altamente qualificata. Ha presentato al tavolo non solo la delibera 599 del 22 Giugno 2022 di Programmazione del Fabbisogno della specialistica come discusso nella I riunione, ma anche la volontà di progettare le soluzioni adeguate alle emergenze come si sta facendo e programmare tutti i miglioramenti possibili per quanto concerne l’Asp di Reggio Calabria. Ha inoltre condiviso la possibilità di discutere su interventi di formazione specifica per il personale di polizia impegnato e un progetto operativo di prevenzione del rischio autolesivo e suicidario.

Il Coordinatore delle reti penitenziarie Dott. Luciano Lucania ha dato riscontro dei lavori del Gabinetto Radiologico di Arghillà che ormai è alle battute finali, delle procedure per l’arrivo di n. 3 medici di Guardia medica al fine di tutelare al meglio le persone detenute che altrimenti si sarebbero trovate sprovviste di assistenza sanitaria. Un dettagliato esame lo ha poi rivolto alle problematiche del plesso reggino per il quale si sono assunti specifici impegni migliorativi. Un contributo significativo lo ha fornito il rappresentante sindacale Nursind Errante, il quale ha bene evidenziato come sia necessario designare delle figure di coordinamento al fine di agevolare le interlocuzioni quotidiane tra le due amministrazioni e migliorare il primario aspetto di garanzia della salute delle persone detenute laddove gli infermieri svolgono un ruolo importantissimo all’interno degli istituti penitenziari.

La dottoressa Marialuisa Alessi con il suo intervento in duplice veste di Comandante Capo del Plesso di Arghillà e di rappresentanza della Direzione dell’istituto ha illustrato alcuni aspetti organizzativi che devono essere incardinati in processi di buona prassi per il miglioramento di tutto il sistema contribuendo così a rafforzare il messaggio di sinergie necessario quando si parla di tutela della salute delle persone detenute in quanto non è semplice gestire un Istituto con 325 detenuti di media sicurezza e un personale di polizia numericamente insufficiente.

Successivamente ha preso la parola l’ispettrice Iiriti per rappresentare il Comando di Reggio ed ha subito evidenziato i disagi dell’osservazione psichiatrica di Reggio Calabria, già noti, e di alcune aree della specialistica reggina. Un’analisi dettagliata che non ha lasciato nulla al caso supportata dai successivi interventi degli Ispettori Policaro che ha approfondito alcune criticità che ricadono sul nucleo traduzioni, Musarella e Battista che chiedono la chiusura dell’Osservazione psichiatrica come già rappresentato dalla stessa Garante. Il confronto con la Polizia penitenziaria in questi termini è fondamentale e rappresenta un grande risultato perché solo una direzione comune verso il bene può realizzare il welfare penitenziario.


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Lo aveva già dichiarato la Garante che si sarebbe da subito attivata per un tavolo Permanente operativo e, soprattutto, che i tavoli, i protocolli e le riunioni sono utili solo se portano frutti come quelli appena evidenziati. In due mesi, nelle pur note e importanti difficoltà tutti insieme abbiamo determinato dei risultati. Le figure di garanzia a tutela dei diritti delle persone private della libertà personale hanno una grande responsabilità e le soluzioni a tal riguardo richiedono impegno e costante monitoraggio che giungono grazie alla volontà di tutti gli attori coinvolti a cui la stessa Garante riserva un sentito ringraziamento.  È così che si costruisce il cambiamento: insieme. Chiosa, la Garante.

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