Terra Santa: Faltas (Vicario Custodia), A Gaza, “nelle macerie del nostro tempo segni di Vangelo. Angeli che scavano a mani nude per salvare anche solo una vita”

Breaking News

Non perdere i nostri aggiornamenti, segui il nostro canale Telegram: VAI AL CANALE


“La corsa delle donne verso la tomba vuota di Gesù vivo, all’alba, quando ancora è buio, proclamata nel Vangelo, non può non farci pensare a un’altra corsa, che ogni giorno si ripete, qui vicino. È la corsa della gente di Gaza, della popolazione della Cisgiordania, di tutte le vittime civili di questo conflitto. Corrono per salvare i loro figli, per trovare pane, acqua, cure, alla ricerca di un riparo sicuro. Corrono cercando la vita. E questa corsa, così concreta, così umana, ci interroga profondamente. Non possiamo dire “Cristo è risorto” e poi voltare lo sguardo da un’altra parte”. Così padre Ibrahim Faltas, vicario della Custodia di Terra Santa, nell’omelia della mesa celebrata oggi per la Dedicazione del Santo Sepolcro a Gerusalemme.  Per padre Faltas “anche là dove la morte sembra ancora dominare, nelle macerie del nostro tempo, vediamo segni di Vangelo vivo. Vediamo uomini che corrono a piedi, in macchina, con carri tirati da un asino, su qualunque mezzo, per portare i feriti negli ospedali, per scavare a mani nude tra le macerie nel tentativo di salvare anche solo una vita. Sono i nuovi angeli del soccorso. Nessuno li ha chiamati, nessuno li ha pagati. Ma loro ci sono. Agiscono, si sporcano, si prendono rischi enormi. E in questi gesti così semplici e così profondi c’è un riflesso potente della luce del Risorto”. “Sono mani – ha aggiunto il vicario – che sollevano pietre, che curano, che rialzano. E parlano lo stesso linguaggio del Vangelo: quello dell’amore che si muove, che non calcola, che si dona. Queste persone ci ricordano che la Risurrezione è già in atto, che la luce del Sepolcro vuoto non è chiusa qui dentro, ma corre, si espande, entra nelle pieghe del mondo ferito, da questa guerra senza senso, che è una sconfitta per tutta l’umanità”. E da quel vuoto “pieno di luce nasce la nostra fede: una fede che passa attraverso la Croce, ma non si ferma lì. Perché la Vita ha vinto. E continua a vincere”.

Fonte: Agensir
Articoli Correlati
Rubriche
Famiglia
Immagine in evidenza categoria Spazio Genitori

Spazio Genitori

di Gianni Trudu

Società
Immagine in evidenza categoria Dottrina sociale

Appunti di dottrina sociale

di Domenico Marino

Cultura
Immagine in evidenza Libro della settimana

Il libro della settimana

di Mimmo Nunnari

Storia
Immagine in evidenza categoria dagli Archivi

Dagli archivi

di Renato Laganà

tecnologia
Immagine in evidenza Human Prompt

Human Prompt

di Davide Imeneo

Articoli Correlati
Aula G
Minori e social network

Minori e social network: Meta nel mirino dell'Europa, ma il nodo centrale resta l'emergenza educativa

zanardi

L'intelligenza artificiale e l'errore sulla scomparsa di Alex Zanardi: una lezione per la scuola

Separazione genitori figli

L'accompagnamento dei figli nel percorso della separazione: il ruolo delle reti educative e il valore del riconoscimento emotivo (2° parte)

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi ogni giorno le notizie più importanti dalla Chiesa calabrese direttamente nella tua casella email