Avvenire di Calabria

Come rilanciare il brand Reggio? Probabilmente facendo emergere le profondissime radici cristiane di tutti i territori

Turismo, la visione di Ranuccio: «Puntare sulla storia millenaria reggina»

Il Complesso Paleocristiano di San Fantino a Taureana di Palmi è al centro dell’attenzione della Città metropolitana

di Federico Minniti

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Sindaco di Palmi e delegato metropolitano a turismo e bilancio, Giuseppe Ranuccio prova a stilare le linee strategiche di Reggio Calabria per l’estate 2021. Lo abbiamo intervistato.

Turismo. L’area metropolitana di Reggio Calabria come si prepara a vivere la seconda estate dell’epoca Covid-19?

La stagione estiva che è alle porte rappresenta senza dubbio un momento molto importante in ottica ripartenza. Rispetto allo scorso anno abbiamo l’arma in più dei vaccini che ci consentono di affrontare meglio il riavvio delle attività imprenditoriali e commerciali e le esigenze in materia di sicurezza sanitaria. Il tessuto produttivo del nostro territorio è ansioso di tornare ad una dimensione di normalità, che significa prima di tutto economia, occupazione e valorizzazione del nostro straordinario patrimonio culturale, storico, ambientale ed enogastronomico. Siamo fiduciosi, questa potrà essere una stagione molto positiva per il nostro turismo.

Annualmente la MetroCity chiude l’esercizio finanziario in attivo. Fatto positivo o negativo?

Il fatto che l’ente goda di buona salute, sotto il profilo finanziario, è certamente un dato confortante, anche in ragione delle importanti funzioni strategiche e di programmazione che esso detiene. Pensiamo, solo per fare alcuni esempi, alla valorizzazione delle identità territoriali o alla gestione integrata dei servizi e delle infrastrutture. Naturalmente questo dato è, al tempo stesso, anche uno stimolo ulteriore per la classe dirigente a rilanciare con maggior

efficacia e concretezza le politiche per lo sviluppo, concentrando le risorse laddove insistono maggiori criticità e ritardi.

Ci sono in cantiere dei progetti per valorizzare i pellegrinaggi e il turismo religioso?

Sul turismo religioso il nostro territorio può svolgere un ruolo di primissimo piano a livello nazionale ed europeo. Custodiamo luoghi e tesori di inestimabile valore culturale e spirituale che possono davvero innescare un circuito virtuoso di sviluppo e crescita, in termini ricettivi e attrattivi. Pensiamo ad esempio al Parco archeologico dei Tauriani e al Complesso Paleocristiano di San Fantino che è anche il santo storico più antico della Calabria e il luogo di culto cristiano più antico della regione. Siti a cui la Città metropolitana guarda con grande attenzione, quali leve di ripartenza per il comparto turistico.

Lei è risultato il primo degli eletti tra i consiglieri metropolitani. Si apre una fase diversa dal “Reggiocentrismo” della passata legislatura?

Il nuovo corso dell’Ente metropolitano deve necessariamente segnare una svolta nella direzione di un autentico e concreto coinvolgimento del territorio nei processi di governance. L’input del sindaco Falcomatà in questo senso è molto chiaro, uscire dal palazzo, aprire una fase di ascolto e confronto con le comunità, gli amministratori e i cittadini che devono percepire, nei fatti, l’impegno della Città metropolitana. Abbiamo davanti sfide enormi e un quadro di opportunità, basti pensare al Recovery, che possiamo mettere a frutto solo superando i campanilismi e operando secondo una logica di sistema.

È sindaco di una città, Palmi, impegnativa. Come si fa a coniugare quell’impegno alle deleghe in Città metropolitana? La riforma,

con l’abolizione delle province, è davvero vincente?

Fare il sindaco è un impegno gravoso, che assorbe energie e tempo. Ma è soprattutto una sfida che si nutre di passione civile, partecipazione, spirito di servizio e impegno di prossimità. Un bagaglio di esperienze che considero prezioso e che si sta rivelando utilissimo anche all’interno del Consiglio metropolitano che, peraltro, è chiamato a vivere in simbiosi con le comunità locali. Proprio su questo terreno si gioca la sfida più importante, per fare modo che il nuovo livello di governance nato dall’abolizione delle province, rappresenti un autentico salto di qualità nella capacità dell’Ente di fornire risposte credibili ai cittadini.

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