Vescovi Toscana: “Proposte” consegnate alla Regione, puntare su dignità della persona, lavoro e custodia creato

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Una Toscana che rimetta al centro la dignità della persona, il valore del lavoro e la custodia del creato. È questo l’appello lanciato nel documento della Conferenza episcopale toscana, elaborato dall’Ufficio regionale per la Pastorale sociale e del lavoro. Il documento, dal titolo “Proposte di interventi su lavoro, ambiente e welfare per la Regione Toscana”, è stato presentato oggi ed è stato consegnato alla presidente del Consiglio regionale della Toscana, Stefania Saccardi, in rappresentanza delle istituzioni regionali. Contestualmente, è stato inviato al presidente della Regione, Eugenio Giani, e ai consiglieri di maggioranza e opposizione.
Il documento – viene spiegato in un comunicato – è un testo articolato e denso che invita la politica, le istituzioni e la società civile a un’assunzione condivisa di responsabilità, alla luce dei principi della dottrina sociale della Chiesa e delle sfide di oggi. “L’amore cristiano – si legge – spinge alla denuncia, alla proposta e all’impegno di progettazione culturale e sociale”. Un invito a un umanesimo “integrale e solidale”, in un tempo in cui l’economia globale appare segnata da fragilità, tensioni e disuguaglianze crescenti. La Chiesa, “esperta in umanità”, guarda dunque all’uomo prima che al profitto: “Il lavoro è per l’uomo, e non l’uomo per il lavoro”, ricorda il documento citando san Giovanni Paolo II. Da qui la volontà di offrire contributi concreti per una Toscana più giusta, solidale e sostenibile.
Il primo capitolo del documento è dedicato al lavoro, “molto più di una semplice attività economica, ma vocazione e partecipazione al bene comune”. Viene invocata una nuova cultura del lavoro, che metta al centro la persona e non la produttività a tutti i costi. I vescovi denunciano lo sfruttamento e la precarietà, chiedendo “un’alleanza per la verità e la giustizia” – come disse Papa Francesco a Prato – e rilanciano alcune proposte concrete: incentivi per le imprese virtuose, una rete di ispettori sociali, formazione sulla sicurezza e un impegno condiviso contro il lavoro nero. Non manca l’attenzione verso i giovani e i lavoratori stranieri.
Sull’ambiente, l’invito è a considerarlo una questione non solo ecologica ma profondamente umana e sociale. “Non c’è crisi ambientale che non sia anche crisi dell’uomo”, ricordano i vescovi, richiamando la Laudato si’ e l’urgenza di un approccio integrale alla “salvaguardia del creato”. Vengono sollecitate politiche territoriali più attente, capaci di limitare l’espansione edilizia e promuovere rigenerazione urbana e partecipazione dei cittadini. Anche la gestione dei rifiuti richiede una svolta culturale: “Non basta costruire nuovi impianti – scrivono i vescovi – occorre ripensare il modo in cui produciamo e consumiamo”.
Il terzo pilastro del documento riguarda il welfare, che i vescovi invitano a leggere come “cura delle fragilità” e come terreno decisivo di coesione sociale. Al centro, la necessità di prevenzione, di un sistema sanitario più vicino alle persone e di un’attenzione rinnovata alle nuove povertà, materiali e relazionali. Sul fronte sanitario, il documento rilancia il bisogno di completare la rete della medicina territoriale, rafforzando il ruolo dei medici di base e rendendo pienamente operative le Case della salute. Ma il welfare, avvertono i vescovi, non si esaurisce nella sanità: comprende la qualità dell’abitare, la solitudine degli anziani, le nuove forme di disagio giovanile e digitale.
Viene segnalato il crescente fenomeno degli hikikomori, del ritiro sociale e delle dipendenze, sintomo di una crisi di relazioni e di senso. L’emergenza abitativa è definita una priorità. E verso gli anziani serve un impegno concreto.
Infine la Chiesa toscana invita a recuperare una cultura politica autentica, capace di pensare in grande e di guardare all’uomo intero: “L’azione politica è cosa seria e va misurata sul bene di tutti e di ciascuno, e per la casa comune”. La conclusione del documento è un manifesto di fiducia: la Toscana, con le sue tradizioni civili, culturali e spirituali, ha le risorse per costruire un’economia umana e relazionale. Solo una Toscana che mette la persona al centro, dice la Conferenza episcopale regionale, potrà generare davvero futuro.

Fonte: Agensir
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