A Santa Venere fa già freddo, manca il gasolio per alimentare i riscaldamenti e le famiglie decidono di non mandare i proprio figlia a scuola. «Fa troppo freddo per stare in aula. Ci avevano promesso l’accensione anticipata dell’impianto, ma non è stato così», dicono.
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Un film già visto che si ripete anche quest’anno, nonostante il sindaco Giuseppe Falcomatà, con propria ordinanza dia l’ok anticipato (rispetto alla data del 5 dicembre) ad accendere l’impianto di riscaldamento del plesso distaccato dell’Istituto comprensivo Moscato di Gallina, frequentato da una cinquantina di piccoli alunni, tra scuola dell’infanzia e scuola primaria.
Sembrava fosse tutto a posto, quando due giorni fa, i tecnici del comune sono saliti nella piccola frazione collinare di Reggio Calabria. Ci si è dovuti ricredere, però, nel momento in cui dal sopralluogo è emersa l’assenza del combustibile.
Una delusione per i genitori, in un primo momento felici per aver ottenuto un importante risultato: l’attivazione dei riscaldamenti a scuola con largo anticipo, rispetto alla data del 5 dicembre, considerato il freddo che si registra in paese, già in questo periodo.
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Da qui la decisione delle famiglie: inscenare una forma di protesta, per la verità non nuova da queste parti. E così da ieri non stanno mandando i propri figli a scuola. Una situazione già di dominio pubblico, denunciata anche ai carabinieri nel corso del sit-in che si è tenuto ieri mattina fuori dai cancelli del plesso scolastico. «Non vogliamo questo», dicono le mamme, «ma siamo costrette a farlo per tutelare la salute dei nostri figli. Cosa chiediamo? Che ci di dovere intervenga al più presto. Non perdiamo la speranza».













