Aula G: l’ultima campanella è suonata, inizia una nuova avventura

Un pensiero speciale alle insegnanti per il percorso condiviso in tre anni, ora inizia un’altra avventura scolastica con nuovi compagni
Aula G lettera

È suonata l’ultima campanella dell’anno scolastico e per qualcuno è tempo di nuove avventure

Cari amici, anche se sembra surreale, eccoci arrivati alla fine di un altro anno scolastico. Come ogni grande avventura, anche questa si conclude con un mix di emozioni, ricordi e risate. Chi avrebbe mai pensato che, tra verifiche, interrogazioni e compiti in classe, avremmo imparato qualcosa che va oltre la matematica o la storia? Forse, tra un errore e l’altro, abbiamo scoperto che la vita è un po’ come un esperimento di laboratorio: bisogna provarci, sbagliare, riprovare… magari con un po’ più di attenzione o con un microscopio più potente!



Voglio iniziare ringraziando di cuore tutti gli insegnanti, che con pazienza e dedizione ci hanno accompagnato in questa lunga, a volte complicata, ma sempre affascinante avventura. A voi, che avete saputo trasformare le aule in veri e propri laboratori di crescita, va il mio più sincero grazie. Avete lasciato dentro di noi qualcosa che va ben oltre le nozioni: ci avete insegnato a pensare, a credere in noi stessi, a superare gli ostacoli che ci sembravano insormontabili.

Frequento la scuola Maria Ausiliatrice da otto anni: ho iniziato qui le elementari, e ora che è arrivato il momento di andarmene per aprire un capitolo completamente nuovo, non nascondo che mi sento spaventata, sostenuta però dai valori che ho acquisito in questa scuola e che porterò con me per tutta la vita.

Per me, questa non è stata solo una scuola, qui ho trovato una grande e variegata famiglia, senza differenze di età. Auguro a tutti i miei compagni un percorso meraviglioso, e li ringrazio per tutti i momenti divertenti condivisi, dalle gite ai semplici intervalli.
Vi auguro di continuare a coltivare la vostra curiosità, di non perdere mai la voglia di scoprire e di affrontare ogni sfida con il sorriso. Ricordate: il futuro è nelle vostre mani, e con entusiasmo, passione e il supporto di chi vi vuole bene, potete conquistare qualsiasi traguardo.

Un ringraziamento speciale va a suor Ausilia, che con il suo entusiasmo ci ha sempre spronati a dare il massimo. La sua energia contagiosa è stata un vero carburante che ci ha spinti a non mollare mai, anche quando le sfide sembravano troppo grandi. Grazie per averci sempre ricordato che l’impegno, la costanza, la buona educazione e un pizzico di fede sono gli ingredienti fondamentali del successo. Non dimenticherò mai le sue domande e i suoi pensieri, più complicati di un enigma di Sherlock Holmes, che solo ora capisco servivano a farci riflettere su lezioni di vita fondamentali.

Un grande grazie anche a suor Giuliana, che con il suo sorriso ha illuminato anche le giornate più grigie. Quel sorriso sincero e caloroso è stato per noi un raggio di sole, e ci ha insegnato che la gentilezza e la positività sono tra le armi più potenti per affrontare la vita.
Le suore di Maria Ausiliatrice che ci accompagnano ogni giorno sono donne straordinarie, vere “supereroine” senza mantello. Con amore e pazienza dedicano la loro vita ai giovani. Sono come mamme, sorelle e amiche insieme: sempre pronte ad ascoltare, consolare, insegnare anche nei giorni più intensi. Il loro segreto? I valori che portano nel cuore: amore, solidarietà, fede, speranza e gioia. Ci dimostrano che, anche senza superpoteri, con bontà e determinazione si può fare la differenza.

Grazie anche agli educatori: siete il cuore pulsante di questa grande famiglia salesiana. Con il vostro esempio rendete il mondo un posto migliore. Vi auguro di continuare sempre con la stessa passione e lo stesso cuore aperto.
Un consiglio per chi affronterà la terza media: non fatevi condizionare nella vostra scelta. Ascoltate i diversi pareri, ma abbiate il coraggio di seguire la vostra strada. Partecipate a tutte le attività proposte: anche se all’inizio possono sembrare insignificanti, vi aiuteranno a conoscervi meglio e a scegliere più serenamente.

Tutti andiamo avanti, un po’ come quando siamo su un treno e guardiamo fuori dal finestrino, chiedendoci se siamo noi a muoverci o l’altro treno. È un’immagine che mi piace: tutti ci muoviamo, anche se spesso non ce ne rendiamo conto. Sapere che si sta andando avanti è qualcosa di più coraggioso, perché implica consapevolezza.


PER APPROFONDIRE: L’appello dell’Istituto Lanza: «L’Estate reggina sia radicata sul rispetto del lavoro»


Pensate alle auto: per andare avanti ci sono cinque marce, per andare indietro solo una. E per stare fermi, non serve nemmeno la patente! Io so che sto andando avanti, anche se non so ancora bene dove… so solo che mi aspetta qualcosa di nuovo. A volte questa incertezza fa paura, così tanta che quasi non ha più importanza. Dicono che c’è chi corre perché scappa e chi corre perché insegue. Ma si capisce solo alla fine. Intanto… vai.
Concludo con un sincero ringraziamento e un saluto a tutti voi. Resterete per sempre nel mio cuore.

*classe III Istituto FMA di Reggio Calabria

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