Ascoltare e accogliere i bisogni del territorio e sostenere persone e famiglie nelle loro fatiche quotidiane: è questa la mission del Consultorio diocesano “Pasquale Raffa” – Centro Servizi Sociali per la Famiglia, una realtà di volontariato che da oltre quarant’anni opera nella città di Reggio Calabria e che, attraverso professionisti esperti in varie discipline, offre prestazione gratuite a chiunque si trovi in difficoltà, senza distinzione di etnia, religione, sesso, età, ceto sociale.
Un servizio gratuito e senza barriere, aperto a tutti
Diversi sono i servizi offerti: colloqui di counseling, consulenze al singolo e alla coppia, mediazione familiare, percorsi di educazione alla affettività e alla sessualità, visite ginecologiche, sostegno e cure sanitarie, segretariato sociale e di orientamento verso altri centri.

Tra le varie problematiche sociali a cui il Consultorio è attento, negli ultimi anni si è constatato un crescente numero di casi di allievi con presunti o accertati Disturbi Specifici dell’Apprendimento, situazione di fronte alla quale i soggetti interessati vivono una sorta di disorientamento, sia per ciò che riguarda l’iter diagnostico ed il conseguente percorso specifico da far intraprendere ai bambini/ragazzi, sia per l’impatto sociale/relazionale che tale problematica può comportare.
Cosa sono i DSA e quanti i casi non diagnosticati in Calabria
I disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) sono un gruppo di disturbi del neurosviluppo che riguardano la normale automatizzazione degli apprendimenti scolastici in modo significativo ma circoscritto. Sottolineiamo che si tratta di un Disturbo e non di una malattia perché è presente un’alterazione di una particolare funzione; è Specifico perché riguarda singole abilità e non l’intelligenza di una persona; si riferisce ad alterazioni di abilità di Apprendimento scolastico quali la lettura, la scrittura ed il calcolo. Ci riferiamo infatti a Dislessia, Disgrafia, Disortografia e Discalculia.
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Nel febbraio 2024 il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e l’allora Vicepresidente con delega all’Istruzione, Giusy Princi, hanno presentato il progetto pilota “Apprendere insieme” che prevede l’individuazione precoce di bambini a rischio DSA e la relativa certificazione dei soggetti accertati, poiché si è evidenziato che «degli 11.500 alunni calabresi portatori di DSA solo 3.600 sono in possesso della certificazione specifica».
Una risposta educativa: nasce il “Progetto Dsa” del Consultorio “Raffa”
Per tale motivo il Consultorio ha avviato sin dallo scorso anno scolastico il “PROGETTO DSA”, un’iniziativa rivolta sia a studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento frequentanti le scuole paritarie della città sia alle loro famiglie, per offrire un supporto articolato e quanto più ricco di opportunità a chi si trova a vivere questa situazione.
Tra i servizi attivati per le famiglie troviamo uno sportello informativo, dei percorsi di accompagnamento per genitori, sia individuali che di gruppo, e di auto-mutuo-aiuto; per i bambini/ragazzi con DSA sono stati avviati dei percorsi di supporto psicologico e fisico, yoga e karate, potenziamento delle abilità cognitive secondo il metodo Feuerstein (individuale o a piccoli gruppi omogenei). Tale progetto è sostenuto e supportato dalla Confederazione Italiana Consultori Familiari di Ispirazione Cristiana.
Risultati concreti e primi bilanci positivi
In concomitanza con la chiusura dell’anno scolastico, anche il progetto prevede un periodo di pausa estiva. In attesa della ripresa autunnale, però, l’équipe responsabile del progetto – composta da Maria Cara, Piergiuseppe Marcelli, Luciana Megali, Francesca Giglietta e Giovanna Tripodi – ha fatto un primo bilancio del cammino fin qui svolto, che può essere ritenuto soddisfacente.

Infatti, i ragazzi e le ragazze frequentanti gli incontri di Yoga, guidati dalla dottoressa Anna Macrina, i percorsi di potenziamento cognitivo, condotti dalla pedagogista Annaelisa Infortuna – mediatrice Feuerstein -, e i colloqui individuali, curati dalla psicologa Maria Rombo, hanno rilevato degli evidenti miglioramenti nelle loro prestazioni scolastiche e nelle relazioni sociali, anche in virtù di un’accresciuta autostima e consapevolezza delle proprie capacità; d’altro canto, anche le rispettive famiglie, oltre al quelle inserite nei gruppi di auto-aiuto, hanno manifestato soddisfazione per il tipo di supporto ricevuto.
Un segno di prossimità e ascolto concreto
La Chiesa reggina, anche tramite il suo Consultorio, quindi, rimane in continuo ascolto delle fragilità individuali e collettive, sperimenta nuovi linguaggi e diverse strade e si fa compagna di viaggio affinché nessuno sia lasciato solo nel travagliato percorso di vita.
* Pediatra NPI













