Avvenire di Calabria

Al momento hanno aderito 35 associazioni e qualche centinaio di cittadini. «Ma giorno dopo giorno c’è molto interesse e partecipazione»

Corpi di Pace, don Panizza guiderà la delegazione italiana a Kiev: c’è la data

Il sito web che raccoglie le adesioni alla mobilitazione in Ucraina. Ci sono insegnanti, docenti, studenti, accademici e artisti

di Daniela Fassini *

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L'11 luglio l'Europa festeggia San Benedetto: è la data in cui don Panizza guiderà una delegazione di 35 associazioni a Kiev come corpi di Pace per la difesa delle persone più fragili colpite dalla guerra in Ucraina.

Ucraina, don Panizza sarà a Kiev il prossimo 11 luglio

«Credo che la pace sia un diritto per ciascun uomo. Per ottenerla bisogna agire e pretenderla». Raffaele ha 64 anni ed è un pediatra. Il suo messaggio è uno dei tanti lasciati sulla piattaforma del Progetto Mean, il Movimento europeo di azione non violenta.

Da ieri c’è anche una data: l’11 luglio. «Quel giorno è San Benedetto, patrono d’Europa», sottolinea Angelo Moretti, organizzatore e promotore del progetto e già portavoce della Rete italiana 'Per un Nuovo Welfare'. Sarà quello il giorno 'x'. Il giorno della grande marcia contro la guerra. Della mobilitazione di massa di migliaia di cittadini europei in Ucraina.

Al momento hanno aderito 35 associazioni e qualche centinaio di cittadini. «Ma giorno dopo giorno c’è molto interesse e partecipazione – sottolinea Moretti –, adesso che abbiamo fissato la data sicuramente avremo anche l’arrivo di molte adesioni».


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Il Progetto Mean si rivolge a tutta la società civile europea «perché esiste una via diversa di risoluzione del conflitto in corso – spiegano i promotori pacifisti – La nostra principale idea è tenere viva la forza trasformatrice della nonviolenza attiva dentro lo scenario del conflitto, non solo idealmente, ma concretamente, attraverso una mobilitazione di massa di migliaia di civili eu- ropei in Ucraina. Siamo convinti che la resistenza armata può frenare o anche sconfiggere l’aggressione, ma non cambia il contesto che l’ha resa possibile, mentre una azione di massa nonviolenta a livello europeo è in grado di creare dei contesti che favoriscono la ricostruzione su nuove basi ed escludono il ricorso alla guerra come strumento di risoluzione dei conflitti fra Stati».

Dopo un primo sopralluogo effettuato settimana scorsa di una delegazione dei promotori, adesso si mette e a punto la grande macchina organizzativa. «Stiamo dialogando con l’ambasciata ucraina in Italia e l’ambasciata italiana in Ucraina – spiega il portavoce – e con loro abbiamo deciso di organizzare la grande trasferta della società civile con i treni (al posto di pullman e camper previsti all’inizio, ndr) ». Con i treni sarà più facile organizzare come raggiungere Kiev e la logistica del quartier generale: «Lì potremo rivolgerci a hotel intatti e strutture religiose disseminate sul territorio e risparmiate dai bombardamenti».

https://www.youtube.com/watch?v=sCSVVzEGmWU&t=136s

A giugno ci sarà un secondo sopralluogo in Ucraina. Perché oltre alla grande mobilitazione, il progetto Mean sta organizzando una rete di accoglienza per bambini e persone fragili. Una rete italiana ma anche un supporto diretto nel Paese. «Abbiamo visto che ci sono molti comuni in Ucraina pronti ad accogliere – aggiunge il portavoce – perché ci sono tante persone (soprattutto i più fragili) che hanno difficoltà ad essere trasferite all’estero. E noi, con la nostra esperienza, possiamo aiutarli e dare una mano per mettere in piedi una macchina della solidarietà».

Anche in Italia intanto prosegue il dialogo di accoglienza. Diversi territori sono pronti a siglare il gemellaggio con alcuni Comuni ucraini. Un gemellaggio che potrà tradursi non solo in termini di accoglienza ma significherà anche dare una mano nella ricostruzione, ad esempio, di servizi e strutture. «Vogliamo attivare una rete di solidarietà che va oltre l’emergenza dell’accoglienza per l’estate: un modello che, da una parte ci sia anche l’aiuto per gli ucraini sul posto».


PER APPROFONDIRE: L’idea di don Panizza: «Cinquemila corpi di pace per portare in salvo i disabili dall’Ucraina»


Ma non è tutto. Un altro pezzo importante del mosaico per un cessate il fuoco immediato e l’avvio di un negoziato di pace nasce dalla volontà del progetto di coinvolgere, nel limite del possibile, anche la società civile russa in Europa. «Anche loro possono essere uomini e donne di pace accanto a noi».

Sono molti intanto i messaggi "di pace" che arrivano sulla piattaforma del movimento. Il sito web che raccoglie le adesioni alla mobilitazione in Ucraina. Ci sono insegnanti, docenti, studenti, accademici e artisti. «Credo che in giro ci siano tante persone capaci di poter fare azioni di questo genere, e l’iniziativa ideata potrà aprire cuori e intelligenze, visioni inedite e politiche umanizzanti, per persuadersi a fare oggi scelte di pace vera», scrive don Giacomo.


* Avvenire

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