Adolescenti, abbandono scolastico e disuguaglianze: la mappa del disagio giovanile nella città di Reggio Calabria

Neet, tempo pieno assente in molte aree e famiglie in difficoltà: tra periferie e centro, i dati rivelano forti divari educativi e sociali

Un’analisi dettagliata condotta da Openpolis in collaborazione con Con i bambini e Istat mette in luce le profonde differenze interne al Comune di Reggio Calabria riguardo alla condizione educativa e sociale degli adolescenti. Un quadro che mostra segnali preoccupanti, soprattutto nelle periferie.

La presenza giovanile nella città

Nel comune di Reggio Calabria i giovani di età compresa tra i 10 e i 19 anni rappresentano il 9,8% della popolazione, una quota in linea con la media nazionale.



Si tratta di circa 17mila adolescenti, distribuiti in modo disomogeneo sul territorio: la circoscrizione con più adolescenti è Gallina, dove raggiungono l’11,4% della popolazione residente, mentre quella con meno giovani è Pineta Zerbi-Tremulini-Eremo, con solo l’8,1%.

Famiglie in potenziale disagio economico

La percentuale di famiglie con figli in potenziale disagio economico è del 3,8% nel comune. Le difficoltà più marcate si riscontrano nella zona Catona-Salice-Rosalì-Villa San Giuseppe, dove il valore sale al 4,4%.


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Più contenute le difficoltà nell’area del centro storico, che si attesta al 2,7%. Questo indicatore riflette una fragilità strutturale che può incidere direttamente sulle possibilità educative e sulle condizioni sociali dei più giovani.

Abbandono scolastico contenuto rispetto ad altre città

Nel comune di Reggio Calabria, il tasso di abbandono scolastico riguarda l’8,4% dei giovani tra 18 e 24 anni, ovvero coloro che hanno lasciato la scuola con al massimo la licenza media. Il dato sale al 14% tra i figli di persone senza diploma.

Nonostante le disuguaglianze interne, Reggio Calabria presenta un tasso di abbandono scolastico più contenuto rispetto a molte altre grandi città italiane, ma non per questo meno allarmante. A Catania, ad esempio, oltre un quarto dei giovani tra i 18 e i 24 anni (26,5%) ha lasciato gli studi prima di conseguire un diploma o una qualifica; a Palermo la quota è del 19,8%, a Napoli del 17,6%. Al contrario, i valori si abbassano a Bologna (12%), Roma (9,5%) e appunto Reggio Calabria (8,4%).

Ancora più evidenti le differenze se si considera l’abbandono tra i figli di genitori privi di diploma: a Catania raggiunge il 36,5%, a Cagliari il 31,9%, a Palermo il 29,1%, mentre a Torino è al 17,4%, a Roma al 16,3% e a Reggio Calabria al 14%.

Neet: uno su quattro è escluso da studio e lavoro

A Reggio Calabria, i giovani Neet – che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi formativi – rappresentano il 23,2% della fascia tra 15 e 29 anni. Il fenomeno assume dimensioni diverse nelle varie aree: tocca il picco del 27% nella zona Ortì-Podargoni-Terreti, mentre si riduce al 19,8% nel centro storico.

Il tempo pieno a scuola: una risorsa troppo rara

Uno strumento importante per contrastare disagio e dispersione è il tempo pieno scolastico. Tuttavia, nelle scuole primarie statali del comune di Reggio Calabria solo l’8,3% degli studenti frequenta istituti che prevedono il rientro pomeridiano. Si tratta della seconda percentuale più bassa tra i capoluoghi metropolitani, dopo Palermo.

Anche in questo caso le differenze territoriali sono significative: la zona Catona-Salice-Rosalì-Villa San Giuseppe registra il valore più alto (24,2%), mentre in sette circoscrizioni non è attivo alcun servizio di tempo pieno.

Una comunità educante per combattere le disuguaglianze

Il report “Giovani e periferie” di Openpolis mette in evidenza come le disuguaglianze sociali e territoriali influiscano pesantemente sulle opportunità dei giovani reggini.



A partire dalla pandemia, temi come disagio giovanile, abbandono scolastico e esclusione sociale sono entrati nel dibattito pubblico, ma i dati evidenziano quanto sia urgente intervenire nei quartieri più periferici, lontani non solo dal centro geografico, ma anche economico, sociale e culturale della città.

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