Torna in libreria in una nuova veste “Il mago del Cremlino”, il romanzo di Giuliano da Empoli che esplora le dinamiche della politica russa contemporanea. L’opera dell’autore, saggista e docente con radici familiari a Reggio Calabria, traccia un’analisi puramente descrittiva delle figure che circondano la leadership di Vladimir Putin. Il testo parte dal personaggio di Vadim Baranov, liberamente ispirato al reale consigliere Vladislav Surkov, per offrire uno spaccato sui meccanismi di potere moscoviti. Il volume, premiato in Francia e recentemente adattato per il cinema, viene riproposto al pubblico italiano offrendo chiavi di lettura sull’attualità internazionale.
Il retroscena della leadership russa
Due milioni di copie vendute, tradotto in 30 paesi, scritto in francese dal saggista e scrittore italiano Giuliano da Empoli, “Il mago del Cremlino” (Mondadori, pagine 288, euro 19) , è il libro che svela retroscena umani, culturali e ideologici di quel che è considerato uno dei fenomeni più rilevanti della nostra contemporaneità: la leadership russa di Vladimir Putin, detto lo Zar. L’enigmatico Vadim Baranov, personaggio immaginario, ma non troppo, come vedremo, e’ il protagonista del romanzo dalla trama orwelliana di da Empoli, scritto con stile di grande narratore e leggerezza letteraria formidabile. Per raccontare questa storia straordinaria, Da Empoli si è ispirato a Vladislav Surkov, reale, controverso e influente consigliere di Putin, conosciuto negli ambienti diplomatici internazionali come il “Rasputin dello zar”, “mago del Cremlino” appunto.
Il successo internazionale e il film
Nel romanzo, nel corso di una lunga notte, Baranov/Surkov, racconta gli uomini e le vicende che hanno accompagnato la trasformazione di un anonimo funzionario del Kgb [Putin] nell’inesorabile Zar di oggi. Uscito in Francia, con il titolo “Le Mage Du Kremlin”,per Gallimard editore nel 2022, il romanzo si è aggiudicato il prestigioso Grand Prix du roman dell’Académie française. In Italia, lo ha pubblicato Mondadori, nello stesso anno dell’edizione francese, e ora che è diventato un film, diretto da Olivier Assayas, con la sceneggiatura di Emmanuel Carrére, il libro è riproposto in una nuova edizione e con una nuova copertina: la locandina del film.
L’analisi del potere
Attraverso il personaggio Baranov, da Empoli, alla prima prova come romanziere, ma già saggista internazionalmente apprezzato [“Gli ingegneri del caos. Teoria e tecnica dell’Internazionale populista”, pubblicato da Marsilio editore è stato un successo ], si avventura in una materia intricata, con un’analisi spietata della Russia contemporanea. Racconta la storia tremenda di un potere crudele, disumano, per il quale la violenza costituisce l’unico orizzonte. Così, l’autore, descrive Baranov, protagonista del romanzo: «…Avanzava nella vita circondato di enigmi. L’unica cosa più o meno certa era la sua influenza sullo Zar. Nei tre lustri che aveva trascorso al suo servizio, aveva dato un contributo decisivo all’edificazione del suo potere. Il mago del Cremlino, lo chiamavano il nuovo Rasputin…».
Le origini dell’autore e il legame con Reggio Calabria
Con dovizia di dettagli ed episodi reali, Giuliano da Empoli – saggista e consigliere politico nato in Francia ma cresciuto in Italia (appartenente ad una famiglia di origini di Reggio Calabria: il padre Antonio era economista, il nonno Attilio, docente universitario e parlamentare), da anni vive a Parigi, dove insegna politica comparata a Sciences-Po – racconta, attraverso il mago del Cremlino, l’ascesa del grigio funzionario dei servizi segreti, Putin, che ha conquistato il potere assoluto in Russia, e per il quale – come l’invasione dell’Ucraina ricorda tragicamente – la guerra costituisce l’unico orizzonte di sopravvivenza possibile. Libro intenso, visionario, scritto con lo stile di un classico, “Il mago del Cremlino”, è il grande romanzo sulla Russia di oggi: “la macchina degli incubi dell’Occidente”.













