Avvenire di Calabria

Il presidente Bertolone: «Ricorrere agli incendi è del tutto estraneo ad ogni etica umana e cristiana!»

Ancora incendi, i vescovi calabresi condannano i piromani e richiamano le istituzioni

«I piromani? Assassini ambientali. Ma le istituzioni possono e devono fare di più, per fermare il fuoco anche attraverso una coscienza collettiva più attenta e diffusa»

di Redazione Web

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Monsignor Bertolone esprime la posizione dei Vescovi calabresi a proposito degli incendi che stanno devastando la regione

I piromani? Assassini ambientali. Ma le istituzioni possono e devono fare di più, per fermare il fuoco anche attraverso una coscienza collettiva più attenta e diffusa.


NON PERDERE I NOSTRI AGGIORNAMENTI, SEGUI IL NOSTRO CANALE TELEGRAM: VAI AL CANALE


È questo, in sintesi, il monito che arriva dai vescovi calabresi in riferimento agli incendi che negli ultimi giorni in particolare hanno assalito la Calabria. A esprimere la posizione dei vescovi calabresi è il presidente della Conferenza episcopale calabra, monsignor Vincenzo Bertolone, arcivescovo di Catanzaro-Squillace. «Non si è ancora spenta la vasta eco suscitata dalla nostra recentissima Nota “Vita buona della Regione” – dice monsignor Bertolone - ed ecco che la mano assassina di piromani e di gente che sfrutta le temperature più elevate sta infliggendo un nuovo attacco alla nostra bella Calabria. Come Pastori, lamentavamo già, tra l’altro, “la svendita della nostra terra… immiserendo e deturpando l’immenso suo bacino di bellezza, di energia e di risorse ambientali”.

Qualcuno ha commentato queste parole augurandosi che ad esse potessero seguire comportamenti coerenti. E invece il Sud Italia e con esso la Calabria bruciano di nuovo e spesso, quasi sempre, tutto parte dalla mano perversa dell'uomo, a volte per riaffermare con la violenza del fuoco un dominio sul territorio che si vuole sottratto alla legalità e piegato ad interessi di parte». Prosegue il presidente dei vescovi calabresi: «Ultimi in ordine di tempo sono i roghi che interessano l'Aspromonte, ma anche la macchia boschiva catanzarese.


PER APPROFONDIRE: Morrone sugli incendi: «Indignazione e rabbia non bastano più»


Ad oggi sono almeno una decina gli incendi ancora attivi. Ed un incendio, oltre a depredare il corpo vivo della Madre Terra, distrugge migliaia di specie vegetali, rischia di far scomparire per sempre alcune specie animali, dilava il territorio e i corsi d’acqua. A parte i costi economici per arginare gli incendi e ripristinare lo stato dei luoghi della Calabria verde, fanno male certi atteggiamenti di sufficienza, e talvolta di strafottenza di alcuni cittadini. Da qui la necessità di una coscienza collettiva, ma anche di una più incisiva azione delle istituzioni, ad ogni livello, perché prevenzione e monitoraggio possano divenire barriera sempre più alta a difesa dai continui attacchi». Conclude il presidente dei vescovi calabresi: «Ricorrere agli incendi è del tutto estraneo ad ogni etica umana e cristiana! Il Signore fermi la mano degli sciagurati piromani e dia forza a tutti coloro che stanno lavorando per frenare il disastro».

Articoli Correlati

'Ndrangheta e fede, ecco le linee guida dei vescovi calabresi

‘Ndrangheta e fede, ecco le linee guida dei vescovi calabresi

La ‘ndrangheta si combatte attraverso un’azione pedagogica e liberante. La Chiesa calabrese in campo con nuove norme. Tra i provvedimenti proposti anche la nascita di Commissioni diocesane e sportelli di advocacy per quanti denunciano i clan.

This website uses cookies to ensure you get the best experience on our website.