Il 30 marzo gli studenti dell’Istituto Maria Ausiliatrice di Reggio Calabria hanno incontrato la dottoressa Rosanna Scopelliti, figlia del magistrato Antonino Scopelliti, vittima di mafia. Nel corso dell’appuntamento, incentrato sui temi della legalità, la relatrice ha ripercorso la storia personale e professionale del padre, partendo dagli anni in cui lavorava a Milano come giudice. La testimonianza si è concentrata sulle ripercussioni che l’incarico ha avuto sulla vita familiare, costringendo il nucleo a vivere nella riservatezza per motivi di sicurezza, fino ad arrivare alle settimane precedenti l’omicidio, segnate dal rifiuto di un tentativo di corruzione. L’intervento si è concluso con il ricordo del giorno in cui il magistrato è stato ucciso tra Scilla e Campo Calabro e una riflessione sull’impegno per la giustizia.
L’incontro all’istituto Maria Ausiliatrice e gli anni a Milano
Il 30 marzo nella nostra scuola, l’istituto Maria Ausiliatrice di Reggio Calabria, abbiamo accolto la dott.ssa Rosanna Scopelliti, figlia di Antonino Scopelliti, una delle più famose vittime di mafia del nostro paese. Abbiamo ascoltato con interesse la storia di un bambino coraggioso, vivace e soprattutto normale, come tutti gli altri suoi coetanei. Dopo essersi laureato in giurisprudenza, molto giovane ha vinto il concorso in magistratura e come molti altri ragazzi, ha dovuto abbandonare la sua amata terra. A Milano, è diventato giudice antimafia, da quel momento in poi, la sua vita è cambiata per sempre, avendo un lavoro abbastanza “pericoloso” ha dovuto imparare a vivere quasi “in segreto”, ha dovuto nascondere la propria vita privata, la fidanzata, e poi, cosa ancora più triste la nascita della propria figlia.
L’infanzia protetta da un “gioco”
La dottoressa ha raccontato con semplicità del gioco al quale i genitori l’avessero abituata, il “facciamo finta che”, è così che loro tre hanno vissuto i pochi anni insieme. Rosanna ci ha raccontato di come, a differenza di altri bambini, lei non andasse in giro in passeggino ma dentro una cassetta per i pomodori, coperta da un tovagliolo per nasconderla. Alle elementari, il solito gioco continuò, anzi si fece sempre più complicato, perché adesso a scuola, con i compagni e le maestre, era diventato sempre più difficile nascondere la vera identità del padre e della famiglia. Poiché a quei tempi fare quel determinato lavoro, il giudice, significava rischiare la vita, dovettero nasconderlo.
Il tentativo di corruzione e le preoccupazioni per la sicurezza
Se qualche volta, alla piccola, come anche a noi succede, scappava qualche parola su questo segreto, doveva cambiare scuola. Dopodiché un giorno, un uomo si avvicinò al giudice e gli fece una proposta, cioè quella “sbagliare” qualcosa, in cambio di molti soldi, per far saltare il processo, ma lui si rifiutò. Da quel giorno la vita per loro non fu più la stessa, il padre sembrava sempre più pensieroso, poiché era molto preoccupato per le conseguenze di quel rifiuto, ed anche più affettuoso, perché probabilmente temeva di poter morire da un momento all’altro.
L’omicidio e il valore della giustizia
La dottoressa ha raccontato di ricordare tutti i dettagli di quei giorni, perché ovviamente la perdita di un padre non è qualcosa di bello. Purtroppo, Antonino venne ucciso poco tempo dopo, proprio lungo quel percorso da lui tanto amato, la strada che lo portava da Scilla a Campo Calabro. Rosanna, ha raccontato una delle cose più belle ma allo stesso tempo tristi, di come suo padre morì rientrando dal mare, portandosi negli occhi, uno dei tramonti più belli che lo Stretto offre da quella zona. Quella sera la bambina non ricevette la telefonata del padre, né lui rispose al telefono, entrambe seppero quello che era successo dal Tg. La loro vita cambiò totalmente, non ne parlarono più per molto tempo e continuarono a vivere come sempre, semplicemente senza mai più nominare il papà. Questo incontro è stato uno dei più commoventi ed emozionanti di sempre, anche se dietro gli occhi di Rosanna si riesce ancora a percepire la sofferenza di una bambina che ha perso il papà da piccolissima, a quel tempo lei ancora non poteva spiegarsi il motivo della scelta di suo padre, oggi nonostante la sofferenza è riuscita a capirlo e a condividere quell’idea di giustizia.
*Classe I Istituto Figlie di Maria Ausiliatrice














Una risposta
Un racconto profondamente toccante che mostra il peso del silenzio e del dolore nel trasformare per sempre una vita.Telkom University Jakarta