La storia di Tony Gaudio: dal centro storico di Cosenza al primo Premio Oscar italiano per la fotografia a Hollywood

Tony Gaudio on Experiment Perilous

La ricostruzione della straordinaria avventura dei fratelli Gaudio rappresenta un tassello fondamentale per la memoria storica della Calabria e dell’intera cinematografia internazionale. Partendo da uno studio fotografico nel cuore di Cosenza, Antonio ed Eugenio hanno saputo trasformare l’esperienza dell’emigrazione in un percorso di innovazione tecnica e artistica senza precedenti. Il volume curato da Eugenio Attanasio e Mariarosaria Donato non è solo una biografia, ma un’analisi documentata di come il talento calabrese abbia influenzato l’estetica della luce nel cinema muto e sonoro, culminando nel primo storico Oscar assegnato a un italiano. Attraverso centinaia di immagini e documenti inediti, emerge il profilo di Tony Gaudio come un lavoratore instancabile e un pioniere capace di segnare il passaggio tecnologico verso il cinema moderno.

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Dai vicoli di Cosenza alla conquista di Hollywood

Si può riscrivere la storia del cinema mondiale attraverso l’avventura di due due emigranti partiti da Cosenza nel 1906 per inseguire il sogno del cinema americano? Eugenio Attanasio e Mariarosaria Donato – curatori del bellissimo volume “Tony Gaudio – cinematographer una storia ritrovata” (Cineteca della Calabria editore, pagine 300, euro 30) – ci sono riusciti, raccontando la storia dimenticata e sconosciuta a molti dei fratelli Tony e Eugenio Gaudio.

Il primo Oscar italiano e il successo del film muto

Il libro, illustrato con centinaia di fotografie, ripercorre la storia di Antonio e Eugenio Gaudio, due giovani che nei primi del Novecento lasciarono lo studio fotografico di famiglia, nel centro storico di Cosenza, per andare oltre oceano. Quando partono, seppure pieni di entusiasmo, non sanno che entreranno nella storia mondiale del Cinema; – l’uno [Antonio] sarà il primo italiano a vincere un Premio Oscar, nel 1937, per la fotografia del film “Avorio Nero” di Mervin Leroy – l’altro [Eugenio] avrà successo come direttore della fotografia del film muto “Ventimila leghe sotto i mari”, di Stuart Paton, film tratto dall’omonimo capolavoro letterario di Jules Verne.

L’evoluzione tecnica e l’eredità artistica dei Gaudio

Sbarcati a New York e diventati Tony ed Eugene Gaudio, i due fratelli iniziano a lavorare per note agenzie fotografiche, per poi approdare al cinema, in compagnie con cui Tony realizza nel 1909 il suo primo film come autore della fotografia: un film muto, che quasi un secolo dopo sarà selezionato dalla Biblioteca del Congresso di Washington come meritevole per la conservazione nel National Film Registry. La storia dei fratelli Gaudio scorre parallela; con Tony che cresce professionalmente al punto di essere considerato un riferimento certo per la fotografia cinematografica americana e Eugene che segue a ruota ingaggiato come direttore della fotografia per la realizzazione di film con le più grandi star cinematografiche dell’epoca. E’ lui, nel suo primo film accreditato, “The House of Fear di Stuart Paton”, del 1915, a utilizzare nelle scene notturne nuove lampade portatili con cui riesce a ottenere un effetto di chiaroscuro che diventerà la nota distintiva delle fotografie cinematografiche firmate dai Gaudio.

La prematura scomparsa di Eugene e il primato di Tony

Purtroppo, nel 1920 a causa di una peritonite seguita a un intervento di appendicite, Eugene a solo 33 anni viene a mancare. Nonostante il dolore per la prematura scomparsa del fratello Tony continuerà la sua carriera straordinaria raggiungendo il traguardo di fotografo per il cinema col maggior numero di film in assoluto. Sulla sua strada, incontra il regista e magnate Howard Hughes, con cui darà vita a una collaborazione che segnerà la storia del cinema hollywoodiano. Tony Gaudio, il ragazzo di Cosenza pioniere di Hollywood, con al suo attivo più di 1.000 film e vincitore dell’Oscar per la fotografia nel 1936, muore il 9 agosto 1951 nella sua casa Burlingame, in California. Il magnifico libro, curato da Attanasio e Donato, rende onore ai fratelli Gaudio e fa uscire dall’oblio una delle più belle storie (cominciata in Calabria) del cinema americano e mondiale.

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