Miliardi contro i chatbot, LeCun sfida l’industria dell’intelligenza artificiale e Amazon blocca il browser di Perplexity.

Meta ha acquisito Moltbook piattaforma popolata solo da agenti di intelligenza artificiale

Il panorama dell’intelligenza artificiale continua a evolversi attraverso nuovi e massicci investimenti finanziari e strategie aziendali divergenti. Mentre figure di spicco come Yann LeCun puntano allo sviluppo di modelli basati sulla simulazione del mondo fisico, allontanandosi dai tradizionali generatori di testo, grandi aziende come Meta esplorano l’interazione tra agenti autonomi acquisendo piattaforme dedicate esclusivamente ai bot. Contestualmente, il settore registra partnership strategiche miliardarie per l’approvvigionamento di potenza di calcolo, come quella tra Thinking Machines Lab e Nvidia, e affronta le prime sfide legali legate al commercio automatizzato, con le recenti restrizioni imposte ad alcuni browser su Amazon. L’obiettivo comune delle diverse realtà tecnologiche sembra essere la transizione verso sistemi capaci di operare con maggiore autonomia nei contesti pratici.

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La scommessa di Yann LeCun sui world models

C’è chi investe miliardi per rendere i chatbot sempre più fluenti e chi, invece, scommette la stessa cifra sull’idea che parlare non basti. Yann LeCun, settantacinque anni, premio Turing nel 2018 per i suoi studi sulle reti neurali, ha scelto la seconda strada. La sua nuova creatura si chiama Advanced Machine Intelligence, in sigla AMI (che in francese significa «amico»), ha sede a Parigi e ha appena raccolto 1,03 miliardi di dollari in un unico round di investimento iniziale, la valutazione della società, che non ha ancora tre mesi di vita, è già di 3,5 miliardi. L’operazione, confermata ieri da Bloomberg e TechCrunch, porta con sé i nomi di Nvidia, Samsung, Bezos Expeditions — il veicolo di investimento del fondatore di Amazon —, oltre a Eric Schmidt, ex numero uno di Google, e Mark Cuban, imprenditore e star televisiva statunitense. LeCun ha lasciato Meta lo scorso novembre dopo dodici anni alla guida di FAIR, il laboratorio di ricerca sull’intelligenza artificiale del colosso di Mark Zuckerberg. Secondo quanto riportato dalla MIT Technology Review, al momento dell’addio avrebbe detto a Zuckerberg di poter costruire i cosiddetti world models «più velocemente, a minor costo e meglio» per conto proprio. Il concetto chiave della scommessa di LeCun è proprio questo: i world models. Si tratta di sistemi di intelligenza artificiale che, anziché limitarsi a produrre testo come fanno i modelli linguistici di grandi dimensioni — i cosiddetti LLM (Large Language Models) su cui si basano ChatGPT e i suoi concorrenti —, cercano di simulare il funzionamento del mondo fisico. L’obiettivo dichiarato di AMI è sviluppare applicazioni in ambiti dove l’affidabilità è cruciale: sanità, robotica, automazione industriale, dispositivi indossabili. Il CEO della società è Alexandre LeBrun, già fondatore della startup sanitaria Nabla, che ha spiegato a TechCrunch che la previsione è che i world models diventeranno presto la nuova moda del settore AI. AMI pubblicherà le proprie ricerche e renderà parte del codice open source, una scelta sempre più rara nel panorama attuale.

L’acquisizione di Moltbook da parte di Meta

Se LeCun guarda oltre i chatbot, Meta si muove nella direzione opposta, o almeno complementare. Ieri l’azienda di Zuckerberg ha confermato l’acquisizione di Moltbook, una piattaforma che è stata descritta come una sorta di Reddit — il celebre forum online — ma popolata esclusivamente da agenti di intelligenza artificiale. Nessun utente umano può pubblicare: sono i bot a scrivere post, commentare, votare, mentre le persone possono soltanto osservare. Moltbook era diventata virale nelle scorse settimane, accumulando quasi tre milioni di bot registrati e circa duecentomila profili verificati collegati a persone reali. La piattaforma è stata creata da Matt Schlicht, che l’ha costruita in un fine settimana utilizzando il cosiddetto vibe coding, senza scrivere — a suo dire — una sola riga di codice. Schlicht e il cofondatore Ben Parr entreranno a far parte di Meta Superintelligence Labs, la divisione guidata da Alexandr Wang, ex CEO di Scale AI. L’acquisizione, riferisce Axios, dovrebbe chiudersi a metà marzo. Il percorso non è stato privo di problemi: alcuni ricercatori della società di sicurezza informatica Wiz hanno scoperto che la piattaforma presentava gravi vulnerabilità, e che utenti umani potevano facilmente spacciarsi per bot, generando contenuti preoccupanti — tra cui un post diventato virale in cui un agente artificiale sembrava invitare i suoi simili a sviluppare un linguaggio segreto per comunicare senza il controllo degli esseri umani.

La partnership tra Thinking Machines Lab e Nvidia

Un altro capitolo della giornata di ieri riguarda Mira Murati, ex direttrice tecnologica di OpenAI — l’azienda creatrice di ChatGPT —, che per qualche giorno nel novembre 2023 ne fu anche amministratrice delegata ad interim durante la crisi del consiglio di amministrazione che portò alla temporanea cacciata di Sam Altman. La sua startup Thinking Machines Lab, fondata nel febbraio 2025, ha annunciato una partnership strategica pluriennale con Nvidia per dispiegare almeno un gigawatt di potenza di calcolo attraverso i sistemi Vera Rubin di prossima generazione del produttore di chip. Per dare un’idea delle proporzioni: secondo le stime del CEO di Nvidia Jensen Huang, un gigawatt di capacità di calcolo per l’intelligenza artificiale costa tra i 50 e i 60 miliardi di dollari. Nvidia ha inoltre effettuato quello che entrambe le società definiscono un «investimento significativo» nella startup di Murati, senza precisarne l’entità. Thinking Machines Lab, che ha già raccolto oltre due miliardi di dollari dalla sua fondazione, punta a sviluppare nuovi modelli avanzati personalizzabili dalle imprese.

Il contenzioso legale tra Amazon e Perplexity AI

La giornata ha portato anche una novità di carattere giudiziario: un tribunale federale di San Francisco ha accettato un’ingiunzione preliminare di Amazon contro Perplexity AI, impedendo al browser Comet di compiere acquisti per conto degli utenti sulla piattaforma di commercio elettronico. La giudice Maxine Chesney ha stabilito che Amazon ha fornito «prove solide» del fatto che il browser di Perplexity accedesse agli account protetti da password con il permesso dell’utente ma senza l’autorizzazione della piattaforma. È una distinzione giuridica sottile: il consenso del consumatore non equivale all’autorizzazione del sito. La sentenza rappresenta il primo pronunciamento di un tribunale federale statunitense sul tema del cosiddetto “agentic commerce” (commercio gestito da agenti artificiali) e potrebbe avere conseguenze per l’intero settore. Perplexity ha fatto sapere che intende appellarsi, difendendo il diritto degli utenti di scegliere liberamente quale intelligenza artificiale utilizzare per i propri acquisti.

Le novità da Google, OpenAI e Nvidia

Tra le altre notizie della giornata, segnaliamo che Google ha reso disponibile in anteprima Gemini Embedding 2, il suo primo modello capace di comprendere e cercare contemporaneamente testo, immagini, video e audio. OpenAI ha introdotto moduli interattivi per la matematica e le scienze in ChatGPT, che permettono di modificare variabili e osservare in tempo reale il comportamento delle formule. Nvidia, infine, si prepara a lanciare NemoClaw, una piattaforma aperta che consentirà alle aziende di eseguire agenti di intelligenza artificiale su qualsiasi tipo di hardware.

Verso un’intelligenza artificiale sempre più autonoma

Dai miliardi raccolti da LeCun per sfidare i modelli linguistici, al social network dove i bot conversano tra loro, fino alla sentenza che frena lo shopping automatico, il tema portante della giornata di ieri è la pretesa avanzata dal mondo dell’intelligenza artificiale di agire autonomamente nel mondo reale. Con tutti i rischi, le promesse e le domande che questo comporta.

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