È un viaggio che attraversa le radici profonde di un territorio vasto e complesso quello proposto nell’ultima fatica letteraria di Monsignor Luigi Renz. La fusione amministrativa che ha dato vita alla terza città della Calabria non è qui analizzata sotto il profilo meramente burocratico o statistico, bensì attraverso le lenti della memoria storica e della spiritualità. L’obiettivo è rintracciare quel filo rosso che unisce due comunità distinte, ora chiamate a condividere non solo i confini geografici ma un destino comune. Attraverso lo studio dei luoghi, dei simboli religiosi e delle tradizioni civili, emerge un quadro in cui il passato non è un peso inerte, ma una risorsa viva capace di orientare il presente. Al centro della narrazione vi è la convinzione che per costruire una vera unità sociale sia necessario prima riconoscersi parte della stessa “casa”, un concetto che trascende la semplice vicinanza fisica per abbracciare una condivisione di valori e speranze per il futuro.
Un’identità comune oltre i confini
Due città che si riconoscono, finalmente, nello stesso respiro. È questa la suggestione da cui muove la nuova opera editoriale di monsignor Luigi Renzo, vescovo emerito di Mileto-Nicotera-Tropea, che torna in libreria con un volume dedicato alla sua terra d’origine e alla recente fusione amministrativa che ne ha ridisegnato i confini e le prospettive. Il libro, intitolato “Corigliano Rossano. Pagine di storia condivisa” è edito da conSenso publishing nella collana Clio, non si limita a una ricostruzione cronologica degli eventi, ma propone un percorso attraverso memorie, paesaggi, monasteri e castelli per rintracciare un’identità comune. L’autore, giornalista pubblicista e profondo conoscitore della storia e della pietà popolare calabrese, indaga come le tracce del passato possano ancora oggi generare comunità. Il concetto chiave che attraversa le duecentottanta pagine del testo è la necessità che il territorio venga percepito da chi lo abita come una «casa comune». Questa visione è plasticamente rappresentata nella copertina del volume, dove le mani di un pescatore, radicate al mare e al lavoro, sollevano un ulivo, simbolo di pace, mentre sullo sfondo dialogano il Codex Purpureus Rossanensis e il Castello Ducale, unendo la dimensione sacra a quella della storia civile.
I dettagli della presentazione ufficiale
Il volume sarà presentato ufficialmente venerdì 16 gennaio 2026, alle ore 17.00, presso l’Auditorium della Fabbrica Liquirizia Amarelli, nell’area urbana di Rossano. L’incontro, accessibile su invito, vedrà la partecipazione di diverse figure istituzionali e culturali del territorio. Dopo i saluti di Fortunato Amarelli, amministratore della storica fabbrica, del sindaco Flavio Stasi, del vice sindaco Giovanni Pistoia e della presidente del Lions Club Sibaris Rossano, Rosa Occhiuzzo, la relazione centrale sarà affidata a Riccardo Greco, presidente del Tribunale di Matera.
Il valore della memoria come promessa
A concludere la serata sarà una conversazione tra l’autore e l’editore Giuseppe F. Zangaro. Sarà l’occasione per approfondire il messaggio ultimo del libro, che invita a non guardare alla storia locale come a un semplice archivio di fatti trascorsi. Come scrive monsignor Renzo, infatti, «la memoria non è mai solo passato: è una promessa che chiede di essere mantenuta».













