Ai Overview: Il panorama dell’intelligenza artificiale si aggiorna con il rilascio di Muse Spark Open da parte di Meta, un modello a pesi aperti da 816 miliardi di parametri, utilizzabile offline. Nonostante questo sviluppo per l’Occidente, il mercato di settore rimane ancora guidato dalle soluzioni cinesi. Nel frattempo, uno studio di Harvard evidenzia un netto divario di genere nell’utilizzo e nella formazione legata all’IA, con gli uomini che registrano tassi di adozione e sicurezza nell’uso più alti rispetto alle donne. Sul versante della sicurezza informatica, aziende come Anthropic e OpenAI stanno intensificando i controlli e le collaborazioni per arginare i rischi legati allo spionaggio industriale. Infine, il mercato consumer vede l’arrivo di nuovi dispositivi indossabili e aggiornamenti per i generatori vocali e di immagini.
Il nuovo modello a pesi aperti di Meta
Ci ritroviamo dopo il weekend ed iniziamo la nostra rassegna con una notizia postiva: Meta ha finalmente reso disponibile Muse Spark Open, un modello di intelligenza artificiale a pesi aperti da 816 miliardi di parametri, progettato soprattutto per scrivere codice e per svolgere svariati compiti in autonomia. La caratteristica principale è che può essere scaricato e utilizzato senza collegarsi ai server dell’azienda: Meta lo definisce il modello statunitense a pesi aperti più capace tra tutti quelli prodotti finora, e ha ragione. Grazie a un accordo con Apple, può funzionare su due Mac Studio con chip M5 Ultra collegati in serie, chiaramente il costo hardware resta elevato: dando un occhio al listino della grande mela, un solo computer parte da 10.799 dollari…mica noccioline. Ma torniamo a ragionare sul nuovo modello di casa Meta: nella classifica indipendente di Artificial Analysis, Muse Spark Open occupa il primo posto tra i modelli aperti occidentali, ma resta dietro a tre concorrenti cinesi…niente, il dragone sembra sempre imbattibile. Inoltre, vale la pena ricordare che all’inizio della settimana scorsa, Meta aveva già presentato Muse Wonder, il suo modello più avanzato tra quelli disponibili sul mercato. Poi, nello stesso mese sono arrivati anche Beam, della società americana Reflection AI, e Le Chonk, della francese Mistral, che conta mille miliardi di parametri e sarà scaricabile dal 27 ottobre: insomma anche in occidente stanno aumentano le uscite di modelli a pesi aperti, un settore in cui i modelli cinesi dominano di gran lunga lo scenario. Però era ora che anche dal nostro lato del mondo qualcuno si desse una mossa.
I dati di Harvard sul divario di genere nell’uso dell’IA
Un altro dato interessante riguarda le differenze nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale: uno studio pubblicato mercoledì scorso dallo Shorenstein Center della Kennedy School di Harvard, fondato su un sondaggio sottoposto ad oltre 5.400 adulti americani e arricchito anche dall’analisi della loro attività online, rileva che il 29% delle donne dichiara di non aver mai utilizzato l’IA, contro il 22% degli uomini. I dati sulla navigazione, che confermano questa discrepanza, mostrano differenze soprattutto nella frequenza e nella durata dell’utilizzo. Anche l’accesso alla formazione è diseguale: il 64% delle donne non ha ricevuto alcuna preparazione sull’IA sul posto di lavoro, contro il 49% degli uomini. Chi ha seguito corsi di formazione tende a utilizzare questi strumenti più spesso e con maggiore sicurezza, ma gli uomini mostrano una conoscenza più approfondita dell’argomento, e dichiarano anche più frequentemente di conoscere esperti inesistenti, inseriti dai ricercatori nel questionario per verificare l’attendibilità delle risposte…non esattamente una bellissima figura. Lo studio rileva inoltre che nei titoli degli articoli sull’IA gli uomini vengono citati 14,6 volte più spesso delle donne…insomma, abbiamo capito che la parità di genere è lontana anche nel mondo delle reti neurali.
Sicurezza e prevenzione dello spionaggio industriale
Sul fronte della sicurezza, vi raccontiamo che Anthropic ha concesso a sei ricercatori di Metr, organizzazione indipendente che studia i rischi dell’intelligenza artificiale, lo stesso livello di accesso ai propri sistemi previsto per i dipendenti. I ricercatori potranno pubblicare i risultati delle analisi senza autorizzazione preventiva dell’azienda. Bank of America, invece, ha assunto mille collaboratori esterni per risolvere problemi di sicurezza informatica individuati da Mythos, il modello di Anthropic, e da altri sistemi di IA. Secondo il Wall Street Journal, OpenAI sta formando i propri dipendenti per riconoscere i tentativi di spionaggio industriale, comprese le cosiddette «honeypot», cioè le esche utilizzate per ottenere informazioni riservate. Spionaggio e controspionaggio, si salvi chi può.
Dispositivi indossabili e aggiornamenti software
Tra le novità destinate a noi comuni utenti mortali ci sono due dispositivi indossabili di Bee, società del gruppo Amazon, con prezzi a partire da 74,99 dollari: cosa fanno questi simpaticissimi aggeggi? Registrano le conversazioni, producono riassunti, creano promemoria e (ovviamente!) si collegano ad Alexa. Anche OpenAI ha presentato GPT-Live-1.1, un sistema vocale capace di utilizzare accenti più naturali in diverse lingue, e ha aggiornato l’estensione di ChatGPT per Chrome, che ora può leggere le pagine aperte nel browser ed eseguire alcune operazioni per conto dell’utente. Nvidia ha presentato Nemotron 3.5 Super VL, un modello aperto in grado di elaborare testi e immagini. La tedesca Black Forest Labs, invece, ha pubblicato Flux 3 Image Klein, un modello più leggero per generare e modificare immagini ad alta definizione…il settore visual è senza dubbio quello che sta crescendo di più.













