Avvenire di Calabria

Il racconto dell'editore che si occupa prevalentemente di testi religiosi: un'attività fuori dal tempo che regala emozioni

Oggi è la Giornata del Libro, voce all’editore cattolico Giustino Perilli

Oggi è la Giornata mondiale del Libro e del Diritto d'Autore: un momento in cui ricordare e valorizzare il mondo dell'editoria

di Giustino Perilli *

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Oggi è la Giornata del Libro: abbiamo chiesto a Giustino Perilli, editore cattolico, di darci una sua opinione in merito al momento storico dell'editoria. Ha senso pubblicare libri a sfondo religioso? Leggi l'articolo per scoprire di più.

Giustino Perilli interviene sulla Giornata del Libro

Madre Teresa amava ripetere spesso che un libro è un pulpito dai confini indefiniti, nel tempo nello spazio. Come sono vere queste parole. Come sono sagge. Intere generazioni, nel corso dei secoli, hanno potuto vivere la cordialità con la Parola di Dio grazie ai libri, alla diffusione della buona stampa.

Nel corso dei secoli tanti santi sono diventati tali leggendo un libro che qualcuno aveva preso e diffuso tempo prima, magari era rimasto nascosto per anni, impolverato, dimenticato, fino al momento opportuno. Fino a quando sono finiti tra le mani di persone che cercavano di dissetare la loro sete di infinito. Tra i tanti santi che si sono convertiti leggendo un libro, amo spesso citare Ignazio Di Loyola ed Edith Stein.


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Per questo alla domanda «perché i libri», anche grazie alla mia esperienza di scrittore ed editore, posso rispondere che «i libri sono impermeabili alle vorticose isterie e paraboliche carambole tipiche della comunicazione Social e 2.0, i libri ti emozionano, ti parlano oggi, domani, sempre; al momento giusto.

Sono li, autentici testimoni di un apostolato del silenzio, i libri sono vocati ad aprirsi solo quando noi lo vogliamo, quando noi siamo pronti ad ascoltarli. Quando ne abbiamo bisogno sono presenti, forse impolverati, nascosti in un angolo della casa, ma essi sono li, non sono andati via, non sono indisponibili, hanno tempo per noi, ti emozionano, ti parlano, ti aiutano, ti consigliano, si donano completamente al nostro cuore». Due anni fa ho pubblicato “La Vita è un attimo”. Un bel libretto sul senso della vita, l’eredità generativa e l’amore.

Desidero condividere due messaggi ricevuti da due lettori speciali. Una persona a me molto cara ha scritto così: «Ho finito il libro stamattina tranquilla sul divano. Il libro mi ha commosso più volte, ha evocato ricordi dimenticati, ha acceso la riflessione, la meditazione, mi ha invogliato ad avvicinarmi al Signore, mi ha spinto verso tutte le opere buone che possiamo fare, ha anche messo in dubbio alcune convinzioni. Ha aperto nuovi orizzonti, insomma, è proprio un bel libro: più che un libro direi che è proprio una bella riflessione a voce alta, una forte preghiera, un’apertura d’animo verso gli altri. Una grande esortazione a vivere nel vero senso della parola: complimenti davvero».

Un nonno, il signor Gaetano, qualche tempo dopo mi ha scritto, commentando lo stesso libro: «Ti chiederei sette copie, se puoi spedirle a casa mia, perché desidero donarle a Natale ai miei sette nipoti».


PER APPROFONDIRE: Giornalismo digitale, saper scrivere bene non basta nella fede»


Poche settimane fa un sacerdote mi ha raccontato questo episodio. È venuto a trovarlo una giovane assistente sociale per un colloquio su un parrocchiano. Al termine della visita il parroco ha pensato bene di donare alla giovane professionista un Messalino quotidiano. La ragazza, con garbo e cortesia, ha risposto che non era credente e quindi che poteva risparmiare il libretto e donarlo ad un’altra persona interessata.

Il sacerdote le ha prontamente risposto di prenderlo lo stesso e di donarlo alla sua mamma. La ragazza accetta. Dopo due settimane, l’assistente sociale torna dal sacerdote per un altro colloquio e al termine dello steso dice testualmente: «Don Pinuccio (così si chiama il don, ndr.), hai cortesemente un altro Messalino? Quello che mi ha dato la scorsa volta alla fine l’ho aperto una volta, poi due, ora lo porto con me e leggo il Vangelo del giorno tutti i giorni. A mia mamma non l’ho più dato».


* Palumbi Editore

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