Il referente regionale di Libera Calabria, Giuseppe Borrello, lancia l’allarme dopo la nuova ondata di intimidazioni a imprese e attività economiche. «Denunciare è un gesto di libertà. La città di Reggio Calabria deve stringersi attorno a chi subisce minacce e violenze».
Il referente di Libera: «Ecco perché ora serve una risposta collettiva che coinvolga tutti, cittadini e istituzioni»
Da qualche tempo in Calabria e a Reggio si registra un ritorno preoccupante di segnali intimidatori contro imprese e attività commerciali. Una ferita che si riapre e che, secondo Giuseppe Borrello, referente regionale di Libera Calabria, impone una risposta collettiva, civile e istituzionale.
Giuseppe, come leggere questi segnali?
C’è una ripresa evidente, una volontà di marcare nuovamente il territorio, di riaffermare una presenza che pensavamo superata. In particolare a Reggio si susseguono episodi che colpiscono attività piccole e medie, segnali che non possiamo permettere passino sotto silenzio o, peggio, nella rassegnazione.

Di fronte a questi fatti dobbiamo stringerci attorno alle vittime — imprenditori, operatori economici, lavoratori — che vedono compromessa la loro serenità e la fiducia nel futuro.
In questa situazione, quanto è importante una reazione collettiva?
È fondamentale reagire insieme. Serve la vicinanza delle istituzioni, ma anche quella dei cittadini. Bisogna far sentire che la città è accanto a chi subisce questi gesti, nella speranza che le forze dell’ordine possano presto fornire risposte chiare. Denunciare è un atto dirompente, un gesto di libertà che ha valore non solo per chi lo compie, ma per l’intera comunità.
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Di fronte a questi fatti bisogna mantenere sempre alta l’attenzione perché si prestano a diverse chiavi di lettura, ma in ogni caso dobbiamo evitare che possano prevalere l’indifferenza, la rassegnazione o, ancora peggio, la paura.
Libera è sempre stata accanto agli imprenditori, anche attraverso la rete “Reggio Libera Reggio – La libertà non ha pizzo”. Che valore ha oggi questa esperienza?
È un’esperienza unica nel suo genere. Quasi ottanta imprenditori e operatori economici hanno scelto di ritrovarsi nella rete Reggio Libera Reggio, che si rivolge anche ai cittadini in quanto consumatori. È un’iniziativa che invita a sostenere chi ha deciso di metterci la faccia in prima persona, dichiarando pubblicamente di rispettare le regole e di non pagare il pizzo. Una scelta importante e coraggiosa, soprattutto in un contesto complesso come quello reggino.Gli esercizi commerciali che aderiscono sono riconoscibili dal logo Reggio Libera Reggio: segno concreto di impegno, ma anche un invito alla città intera a schierarsi dalla parte della legalità.
È solo un sostegno simbolico? Concretamente cos’altro fa questa rete?
Questa rete, nata nel 2010, accompagna anche le vittime nel difficile percorso della denuncia. È un aspetto molto importante, perché purtroppo registriamo una diminuzione delle denunce per reati di racket e usura, che colpiscono attività imprenditoriali e commerciali, creando così le condizioni per nuove forme di controllo del territorio.È nel garantire il diritto di fare impresa e nel difendere il lavoro onesto, pulito e dignitoso che risiede il cuore della lotta alla ’ndrangheta. Agli imprenditori che hanno scelto di investire qui, creando opportunità e posti di lavoro, deve andare tutta la nostra vicinanza. Colpire queste attività significa colpire la possibilità stessa di garantire occupazione e futuro alla nostra città.
Ci sono altre iniziative che Libera intende promuovere?
A partire da gennaio 2026, Libera avvierà una ricerca sociale, Linea Libera, sulla percezione dei fenomeni del racket e dell’usura proprio a Reggio Calabria. È una ricerca che lo scorso anno è stata realizzata a Torino, Firenze e Napoli, e che nel 2026 coinvolgerà altre sei città, tra cui Reggio. È un’indagine importante, che nasce da un servizio nazionale di Libera: un numero verde dedicato alle vittime di racket e usura, per accompagnarle nel percorso della denuncia. In particolare la ricerca verrà condotta tramite un questionario somministrato porta a porta, nel pieno rispetto della privacy e dell’anonimato. Con il coinvolgimento dell’Università di Torino realizzeremo un report con i risultati, che verrà poi presentato in città.
Che valore avrà per la città questa ricerca?
È una ricerca che ci permetterà di comprendere meglio la percezione del tema della legalità nella città di Reggio Calabria. Contiamo nel supporto delle associazioni di categoria. Rappresenta un’opportunità non solo per conoscere più a fondo il fenomeno, ma anche a spiegare a chi è vittima di questi reati quali strumenti concreti ha a disposizione.

L’obiettivo è fare in modo che nessuno si senta solo e che ciascuno possa trovare il coraggio e il supporto necessario per uscire da una condizione di forte condizionamento e paura.













