Reggio Calabria, l’appello dell’Istituto Lanza e della Consulta delle Aggregazioni Laicali in vista delle comunali: «Serve verità e visione politica»

Reggio Calabria

In vista della tornata elettorale del 24 e 25 maggio per il rinnovo dell’amministrazione comunale di Reggio Calabria, l’Istituto Superiore di Formazione Politico Sociale “Mons. Antonio Lanza” e la Consulta delle Aggregazioni Laicali hanno diffuso un documento congiunto. L’intervento si inserisce nel dibattito pubblico locale tracciando un’analisi delle criticità cittadine e metropolitane, dai servizi pubblici essenziali alla tenuta sociale ed economica. Il testo rivolge un appello diretto alle forze politiche affinché propongano soluzioni concrete e candidature trasparenti, invitando al contempo i cittadini a una maggiore responsabilità civica.

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L’analisi del contesto cittadino e metropolitano

Il prossimo 24 e 25 maggio la città di Reggio Calabria torna al voto. In vista delle prossime elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, l’Istituto Superiore di Formazione Politico Sociale “Mons. Antonio Lanza” e la Consulta delle Aggregazioni Laicali sono intervenute con un documento che invita da un lato la città a guardarsi con sincerità e dall’altro la politica ad assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. Il messaggio che emerge è chiaro: Reggio Calabria non può permettersi un’altra campagna elettorale giocata sugli annunci, sulle contrapposizioni sterili o sulle grandi promesse. Ha bisogno, invece, di verità, serietà e visione. Ha bisogno di una proposta politica che parta dai problemi reali e dai bisogni quotidiani dei cittadini.

L’analisi contenuta nel documento parte da alcuni dati che riguardano il Comune di Reggio Calabria e l’intero territorio metropolitano. Vengono richiamati lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose, i numerosi scioglimenti che hanno interessato altri enti locali del comprensorio, le crisi che hanno investito la sanità provinciale, il progressivo spopolamento, la disoccupazione elevata, la chiusura di attività commerciali e imprenditoriali, il peso delle opere incompiute, l’aumento dell’astensionismo e il peggioramento complessivo della qualità della vita.

La priorità ai servizi pubblici essenziali

Da questa fotografia prende forma una riflessione precisa: il futuro di Reggio non si costruisce inseguendo opere straordinarie o progetti faraonici, ma facendo finalmente funzionare ciò che da troppo tempo non funziona. La priorità assoluta resta quella dei servizi pubblici essenziali. “Immaginare un futuro migliore per Reggio è impossibile senza tener conto di questi dati e senza partire dal presupposto che quindi la città non ha tanto bisogno di opere straordinarie (cabinovie, porti turistici, tunnel, ecc.), e men che meno di opere faraoniche (ponte sullo stretto, ecc.), quanto – e prima di ogni altra cosa – che semplicemente funzionino davvero gli ordinari servizi pubblici: trasporti efficienti, uso oculato delle risorse idriche, nettezza urbana funzionante, viabilità non dissestata (buche), gestione coraggiosa del patrimonio immobiliare (applicazione del diritto alla casa e lotta all’abusivismo), manutenzione continua di tutte le opere pubbliche, sanità quantomeno sufficiente (case di comunità, utilizzo della telemedicina), ecc.” dichiarano sul documento. È su questo terreno, si sottolinea nel testo, che dovranno misurarsi i candidati e le forze politiche: non sulla capacità di alimentare illusioni, ma su quella di offrire proposte concrete, credibili e realizzabili.

Qualità della rappresentanza e politiche sociali

Accanto al tema dei servizi, emerge con forza quello della qualità della rappresentanza e della responsabilità politica. L’appello rivolto alle forze in campo è quello di selezionare candidature credibili, trasparenti e capaci di interpretare il bene comune. A questo proposito, affermano che “quale che sia la classe politica destinata a governare Reggio nei prossimi anni – e si spera che i partiti si rifiutino di candidare nelle proprie liste persone appartenenti ad associazioni segrete (massoneria in testa) e/o vicine ad ambienti equivoci o criminali (‘ndrangheta) – è urgente che essa promuova soprattutto politiche di sostegno alla famiglia, di inclusione e di integrazione sociale, lottando povertà e ingiustizie sociali, sostenendo i circuiti dell’economia legale – messa in crisi dalla diffusa pratica dell’evasione e/o elusione fiscale – e promuovendo un nuovo patto tra le generazioni, che tenga conto specialmente di giovani ed anziani”.

L’Istituto e la Consulta insistono infatti su un punto fondamentale: la prossima stagione di governo dovrà mettere al centro la dimensione sociale della città. Servono politiche di sostegno alla famiglia, di inclusione e integrazione, di contrasto alla povertà e alle ingiustizie, insieme a un impegno serio a favore dell’economia legale e di un nuovo patto tra generazioni che guardi soprattutto ai giovani, troppo spesso costretti a partire, e agli anziani, sempre più esposti alla solitudine e alla fragilità.

Riorganizzazione amministrativa e partecipazione

Una parte importante del documento è dedicata anche alla riorganizzazione della macchina amministrativa comunale e metropolitana. L’Istituto e la Consulta richiamano la necessità di rafforzare gli strumenti di partecipazione, a partire dal bilancio sociale partecipato, e di aprire un vero percorso di riforma capace di rendere più efficiente e più vicina ai cittadini l’azione pubblica. In questa prospettiva viene sottolineata anche l’esigenza di favorire forme di collaborazione più avanzata tra i Comuni, fino alle unioni e alle fusioni, per migliorare concretamente la qualità dei servizi.

Il richiamo alla responsabilità dei cittadini e delle imprese

Si prosegue poi con un richiamo che va oltre la politica. Per i promotori, sarebbe infatti illusorio pensare che tutto dipenda soltanto da chi governa. Esiste una responsabilità che riguarda direttamente i cittadini, i loro comportamenti, il rispetto delle regole e il rapporto con i beni comuni. In questo senso sostengono che “ci sono responsabilità dei cittadini sui quali il Comune deve vigilare con severità, contrastando l’ampia evasione dei tributi locali, rendendo più efficace la riscossione degli stessi, valorizzando in primo luogo (anche attraverso normative premiali) una cultura fondata sui doveri del singolo. Per quanto forse impopolari, si tratta di raccomandazioni che i candidati a Sindaco dovrebbero ricordare nella campagna elettorale. Nessun servizio di raccolta dei rifiuti potrà mai funzionare, se si scaricano a cielo aperto, si occupano a sbafo gli spazi pubblici, si circola eludendo ogni divieto e creando con arroganza pericoli o disagi. L’elettore non va blandito con promesse populistiche di sussidi, assunzioni, esenzioni, bonus, ma ricordandogli che il benessere della città dipende anche da lui”.

Lo stesso vale per il mondo del lavoro, dell’impresa e del commercio. Il documento richiama con fermezza la necessità di contrastare il lavoro nero, le paghe insufficienti, le pratiche scorrette e ogni forma di aggiramento delle regole. Legalità, trasparenza e rispetto degli appalti pubblici vengono indicati come presupposti essenziali per costruire sviluppo vero e non crescita apparente.

L’appello per una sana competizione elettorale

Pur ribadendo di non voler entrare nella competizione politico-partitica, in quanto organismi diocesani, l’Istituto Superiore di Formazione Politico Sociale “Mons. Antonio Lanza” e la Consulta delle Aggregazioni Laicali affidano infine alla città un appello chiaro e diretto. A conclusione del testo dichiarano che: “l’Istituto di formazione politico sociale e la Consulta delle Aggregazioni Laicali, quali organismi diocesani, non entrano nella competizione politico-partitica. Ma questo non ci esime dal richiedere, comunque e subito, l’impegno di tutti affinché le prossime elezioni non siano avvelenate da vuota retorica, per diventare invece una sana competizione a costruire una città davvero migliore”.

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