Unire mari, montagne e comunità in un’unica rete di percorsi naturali e culturali. È l’obiettivo del progetto promosso dalla Regione Calabria e dall’Ente Parchi Marini Regionali (Epmr), presentato nella sede del Dipartimento Ambiente. Un investimento di 4 milioni di euro per costruire un sistema di sentieri che collega coste, borghi e aree interne in un modello innovativo di sviluppo sostenibile.
Una visione integrata per lo sviluppo
«La Calabria, per la sua conformazione unica al mondo, ha bisogno di un piano che connetta parchi, riserve, cammini e sentieri in un’unica visione di crescita sostenibile». Lo ha affermato l’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro, aprendo i lavori dell’incontro dedicato alla presentazione del progetto esecutivo per la rete sentieristica nelle aree protette costiere, promosso dall’Ente Parchi Marini Regionali.

Un progetto che, secondo Montuoro, incarna la visione strategica del presidente Roberto Occhiuto: valorizzare il patrimonio naturale rendendolo fruibile in modo responsabile, integrando la dimensione marittima con quella montana e promuovendo la destinazione turistica Calabria come esperienza immersiva, accessibile e duratura.
Dalla costa ai borghi, una rete di connessioni
L’iniziativa, coordinata dal direttore generale dell’Epmr Raffaele Greco e da Corrado Panelli dello Studio Territorium, si sviluppa sul tratto più stretto della regione, dove Ionio e Tirreno quasi si toccano, coinvolgendo numerosi comuni costieri e dell’entroterra, oltre a diverse Zone Speciali di Conservazione.
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L’obiettivo è trasformare la rete dei Parchi Marini in una infrastruttura naturale e culturale connessa ai principali cammini regionali: dalla Ciclovia dei Parchi al Kalabria Coast to Coast, dal Sentiero Italia al Cammino Basiliano, dal Sentiero del Brigante al Cammino di San Francesco di Paola, fino al Cammino della Magna Grecia e al Cammino Mariano del Pollino.
Oltre l’escursionismo: un processo culturale
«La sentieristica – ha dichiarato Montuoro – è un laboratorio di partecipazione che va oltre l’infrastruttura, diventando uno strumento di educazione ambientale, tutela e cittadinanza attiva». Il progetto rappresenta un ulteriore tassello della strategia avviata con le leggi regionali istitutive della Rete dei Cammini di Calabria e delle aree protette, grazie alle quali sono nate sette nuove riserve naturali, tra cui Vergari di Mesoraca, Dune di Giovino, fiume Vitravo, Grotte di Verzino, Laghi La Vota di Gizzeria e Sant’Andrea dello Jonio.
Un lavoro, ha aggiunto l’assessore, che proseguirà in piena sinergia con l’Epmr, per costruire un sistema integrato di fruizione sostenibile che «superi le vecchie dicotomie tra mare e montagna» e trasformi la Calabria in una regione da vivere in modo complementare.
Le sfide da affrontare
Durante l’incontro sono emerse anche le criticità strutturali che la Regione intende affrontare: dalla mancanza di segnaletica omogenea alla scarsa accessibilità per persone con mobilità ridotta, dal degrado ambientale delle dune alla presenza di rifiuti lungo le coste, fino alla discontinuità tra i percorsi e a una stagione turistica troppo breve, da ricalibrare in chiave di destagionalizzazione.

«Questo progetto – ha evidenziato il direttore Greco – risponde in modo mirato a queste sfide, con interventi di riqualificazione, comunicazione e valorizzazione che restituiscono continuità e identità al paesaggio calabrese. La rete sentieristica dei Parchi Marini – ha concluso – è un invito a scoprire la regione lentamente, in modo rispettoso, trasformando ogni passo in un gesto di cura».













