Avvenire di Calabria

Miramare, fondi speciali e attenzione agli ultimi. Questi solo alcuni dei temi affrontati nell'intervista col sindaco

Un anno dall’inizio del «secondo tempo», parla il sindaco Falcomatà

Il primo cittadino di Reggio Calabria analizza luci e ombre della sua Amministrazione: «Si può fare di più e meglio»

di Federico Minniti

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Un anno dall'inizio del «secondo tempo», parla il sindaco Falcomatà. È passato un anno dalla rielezione di Giuseppe Falcomatà. Ma come sta andando il «secondo tempo» del sindaco di Reggio Calabria? Ci siamo confrontati col diretto interessato.

Il «secondo tempo» di Falcomatà

Può darci un giudizio su questi 365 giorni?

Si è proseguito in continuità con il lavoro del primo mandato, a dire il vero non ci siamo fermati nemmeno un giorno. Tutta la programmazione messa in campo nei primi anni andrà a frutto in questi mesi, in termini di opere pubbliche e servizi. Abbiamo finalmente chiuso la partita del piano di rientro e ora abbiamo maggiore capacità di spesa. Fondamentale per il lavoro che ci attende. Si può fare di più? Certamente, si deve fare di più e meglio. Ed è questo l’obiettivo per i prossimi mesi.

Qual è la scelta che ha fatto in passato di cui si è pentito di più?

Ci sono diverse cose che non sono andate nel verso giusto. Certamente non solo per questioni imputabili all’amministrazione. Siamo in una condizione oggettivamente difficile, per vari fattori, alcuni endemici, altri sopraggiunti in questi anni, a partire dagli aspetti finanziari. Ma io da sindaco mi assumo le mie responsabilità. Quando guidi una comunità devi sempre metterci la faccia ed io ho voluto farlo in un momento solenne, come la consegna del Cero votivo. Pentimenti direi di no, ciò che abbiamo fatto è sempre andato nella direzione del bene comune, mai di interessi differenti da quelli della comunità. Ci sono delle cose che non sono andate e vanno migliorate. Ed è per questo che, come sempre, chiedo a tutte le componenti dell’Amministrazione, dalla parte politica a quella tecnica, di rimboccarsi le maniche e mettersi al lavoro, pancia a terra, per recuperare il terreno perduto, a prescindere dal fatto che le responsabilità siano imputabili a questo o a quello.


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Parliamo di prossimità. Ha intenzione di avviare una nuova stagione di dialogo con l’arcidiocesi nel servizio agli ultimi di questa Città?

Con l’arcidiocesi il dialogo è sempre stato proficuo e costante. L’arrivo del nuovo arcivescovo, monsignor Fortunato Morrone, che abbiamo salutato con gioia, segna un rinnovarsi di questo rapporto. La Chiesa reggina rappresenta per noi un punto di riferimento imprescindibile, tanto in tema di programmazione, quanto per ciò che riguarda la formazione di una coscienza civica che si appoggi sui pilastri della dottrina sociale. Sul territorio poi, con le comunità parrocchiali, si è instaurato un ottimo rapporto. Sono le sentinelle dei bisogni e delle difficoltà quotidiane delle persone. E l’Amministrazione.

In tanti spiegano un’azione politica a rilento per via dell’attesa del giudizio sul caso-Miramare. Come si sente rispetto a questa vicenda?

Assolutamente no, la vicenda giudiziaria non c’entra nulla con l’Amministrazione. È una questione che abbiamo sviscerato in tutte le salse e che viviamo con grande rispetto delle istituzioni giudiziarie. Abbiamo sempre scelto di difenderci “nel” processo, dimostrando la regolarità della nostra condotta, e mai “dal” processo. E spero che le prossime scadenze processuali definiranno una volta per tutte la nostra posizione, in maniera limpida e cristallina. Siamo uomini delle istituzioni, ed in questo senso continuiamo a lavorare senza sosta per il bene della comunità, senza alcuna distrazione. Ogni altra interpretazione sarebbe del tutto strumentale, oltre che molto lontana dal nostro modo di agire.


PER APPROFONDIRE: Indagine di gradimento su Falcomatà, ecco i risultati


Quali sono gli impegni che prende davanti ai reggini per i prossimi cento giorni di governo?

Intanto c’è la questione dei servizi che va calibrata. Le difficoltà finanziarie, l’approvazione in ritardo del bilancio previsionale, le difficoltà contingenti, hanno provocato una condizione di oggettiva carenza sul piano dei servizi. Bisogna fare di più, molto meglio. Sul tema dei rifiuti ad esempio, ci attendiamo un netto cambio di passo con l’avvio del nuovo servizio, ma anche sugli aspetti legati al settore delle manutenzioni. E poi i cantieri. Vanno avviati tutti i lavori che in questo momento sono in fase di progettazione e conclusi quelli che sono già in stato di avanzamento. E a fianco a questo c’è la grande partita della programmazione dei fondi del Pnrr e del React, sui quali abbiamo ottenuto che una parte siano gestiti direttamente dalle città. In generale l’obiettivo è fare in modo che sia più visibile, e meglio percepita, l’idea di città che abbiamo messo in campo e che ci ha premiato due volte, attraverso il voto delle amministrative, consegnandoci la grande responsabilità ed il grande onore di governare la città per due mandati.

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