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Scritto da Redazione
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Mercoledì 28 Luglio 2010 09:40 |
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Giornata della pace 2011 “Libertà religiosa, via per la pace”: il tema della 44ª edizione
Quella libertà delle libertà
"Libertà religiosa, via per la pace": è questo il tema scelto da Benedetto XVI per la celebrazione della 44ª Giornata mondiale della pace (1° gennaio 2011). Accento, dunque, sulla libertà religiosa, in un tempo in cui nel mondo questa viene limitata, marginalizzata e negata, per arrivare alla persecuzione e alla violenza contro le minoranze. Radicata nella dignità dell’uomo“La libertà religiosa – si legge nella nota diffusa il 13 luglio dalla Sala Stampa della Santa Sede in cui si spiegano i motivi di questa scelta – essendo radicata nella stessa dignità dell’uomo, ed orientata alla ricerca della ‘immutabile verità’, si presenta come la ‘libertà delle libertà’. È quindi autenticamente tale quando è coerente alla ricerca della verità e alla verità dell’uomo. Essa consente infatti di escludere la ‘religiosità’ del fondamentalismo, della manipolazione e della strumentalizzazione della verità e della verità dell’uomo. Poiché tutto ciò che si oppone alla dignità dell’uomo si oppone alla ricerca della verità, e non può essere considerato come libertà religiosa. Essa ci offre inoltre una visione profonda della libertà religiosa, che amplia gli orizzonti di ‘umanità’ e di ‘libertà’ dell’uomo, e consente a questo di stabilire una relazione profonda con se stesso, con l’altro e con il mondo. La libertà religiosa è in questo senso una libertà per la dignità e per la vita dell’uomo… Come ha affermato lo stesso Benedetto XVI all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (18 aprile 2008) ‘i diritti umani debbono includere il diritto di libertà religiosa, compreso come espressione di una dimensione che è al tempo stesso individuale e comunitaria, una visione che manifesta l’unità della persona, pur distinguendo chiaramente fra la dimensione di cittadino e quella di credente’”. |
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Primo Piano
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Scritto da Redazione
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Mercoledì 28 Luglio 2010 09:38 |
Giovani e società
Quale futuro per i disoccupati?
In Italia sembra allargarsi a macchia d’olio il tasso di disoccupazione che è all’8,7%. A volte i numeri possono essere sterili, perché sono semplicemente un indicatore sintetico. Per iniziare a comprendere realmente quel che significa si può ricorrere anche ad altri mezzi. Ci sono ad esempio le immagini degli operai Fiat di Pomigliano che vivono nell’incertezza da mesi. Anche dopo il famoso, dibattuto e contrastato referendum, continuano a non conoscere il loro futuro, che alla fine non verrà deciso lì, ma su altri tavoli e per altre vie. Ci sono, poi, 6.822 dipendenti della Telecom che tra qualche giorno, o qualche mese, si vedranno recapitare una lettera di licenziamento. Esuberi.Ci sono due elementi da tenere in considerazione |
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Scritto da Salvatore Berlingò
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Mercoledì 28 Luglio 2010 09:35 |
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“L’Enciclica ‘Caritas in veritate’ e la sfida dell’economia civile” è il titolo di una delle undici ‘prime lauree’ rilasciate dall’Università della “Dante”, nel contesto delle celebrazioni in memoria dell’Onorevole Reale, di cui si riferisce, con la consueta puntualità e sensibilità, in altra parte del giornale. Ritengo opportuno procedere ad una specifica sottolineatura con riguardo a questa dissertazione, perché il Relatore, Prof. Antonino Gatto, i cui perspicui interventi in materia hanno già trovato ospitalità su queste pagine, insieme con la candidata, Maria Gabriela Praticò, impegnata nei servizi sociali della Diocesi, non a caso hanno scelto il termine “sfida” a proposito dell’economia civile. I numeri da 34 a 42 dell’Enciclica propugnano una virtuosa congiunzione fra le regole della solidarietà e quelle del mercato, di quest’ultimo rigettando solo i criteri della fraudolenta speculazione (‘nemo locupletari potest cum aliena iactura!’) o della spietata concorrenza.
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Scritto da Ken Curatola
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Mercoledì 28 Luglio 2010 09:29 |
Un modo simpatico, cari Lettori, di dirvi "buone vacanze" con il ciao di questo bambino.Sostiamo per la pausa estiva. Riprenderemo gli ultimi giorni di agosto. E frattanto, con il nostro "Buone vacanze!" a tutti, anche l'augurio che sulle spiagge o magari lassù sulla montagna mai dimentichiamo quelle antiche parole: "Se non diventerete come i bambini...".Ciao, Lettori! |
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Editoriale
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Scritto da Cristiana Dobner
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Mercoledì 28 Luglio 2010 09:27 |
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Stagione di ferie, di tempo libero da orari e da impegni stringenti, stagione che conduce al gioco che rilassa e libera da tensioni e tossine e riporta all’infanzia e alla sua creatività. La battigia con la sabbia e l’acqua faceva di noi bambini dei grandi costruttori di castelli merlati con torri possenti (ahimè anche pericolanti…), fossati in cui far scorrere l’acqua, mura non proprio a piombo ma resistenti. Si diventava in un battibaleno ingegneri, manovali e muratori, imbrattati da capo a piedi ma con la certezza che, a costruzione finita, un tuffo avrebbe liberato da ogni sudata sporcizia. Il gioco non è mai ingenuo, esprime e rimanda, accoglie e distrugge. È simile alla dinamica delle cellule che, per dare vita, devono morire. Si imparava che ogni giorno si doveva costruire, perché la costruzione non solo non reggeva all’alta marea che scioglieva tutto nel suo grembo ondoso, ma era anche sufficiente il calore del sole per far scoppiare profonde crepe e far crollare lo splendido edificio.
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