Il nome deriva da “talea”, una pratica con cui si consente ad una pianta di propagarsi. Recidendo una parte e ripiantandola, le si può dare nuova vita, facendo crescere nuove radici: proprio come accade con le migrazioni
Italea Calabria conclude il suo viaggio delle radici tra le sale espositive e il terrazzo del Museo archeologico di Reggio Calabria domenica 13 luglio dalle ore 18. Un docufilm e un percorso sensoriale per cristallizzare il frutto di dieci residenze artistiche realizzate in diversi territori della Calabria. Percorsi tra le anime di chi resta e di chi è tornato per vivere le aree interne e abitare i luoghi delle radici. Dal Pollino allo Stretto, S’amujamu è il racconto contemporaneo delle migrazioni. Dell’andata e del ritorno.

Ci hanno lavorato per 9 mesi professionisti della cultura e dell’arte, registi, drammaturghi, artisti, calabresi della restanza. S’amuJamu è una citazione raccolta sul campo, è un’azione. Una costrizione che racchiude una legge del verbo andare più forte della volontà del restare. Ed è anche il titolo della doppia esperienza immersiva che traccia storie e disegna i volti delle migrazioni dei calabresi. Un viaggio che parte da metà Ottocento e arriva ai giorni nostri. L’appuntamento in anteprima riservato alla stampa e alle Istituzioni si svolgerà dalle 17 alle 18. Dalle 18 l’evento aperto al pubblico.
Il progetto e il territorio
Italea è il programma di promozione del turismo delle radici, lanciato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale all’interno del progetto PNRR e finanziato da NextGenerationEU per il periodo 2022-2025.Il progetto mira ad attrarre italiani all’estero e italo-discendenti intenzionati a scoprire i luoghi e le tradizioni delle proprie origini, fornendo un insieme di servizi per agevolare il viaggio in Italia, grazie anche all’organizzazione capillare costituita da 20 gruppi, ognuno per una regione italiana, che avranno cura di informare, accogliere e assistere i viaggiatori delle radici. Italea è un progetto dedicato sia a chi conosce già le proprie origini italiane e vuole organizzare un viaggio per scoprire e ritrovare i luoghi, i costumi e la cultura dei propri avi, sia a chi le deve identificare, e che potrà avvalersi di una rete di genealogisti affidabili.
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Il nome Italea deriva da “talea”, una pratica con cui si consente ad una pianta di propagarsi. Recidendo una parte e ripiantandola, le si può dare nuova vita, facendo crescere nuove radici: proprio come accade con le migrazioni. Questo programma rappresenta la riconoscenza della “pianta madre” al proprio fiorire nel mondo.













