Avvenire di Calabria

Chiesa e politica, monsignor Francesco Savino è stato intervista da Conchita Sannino su Repubblica

Autonomia differenziata, la critica di Savino: «Macigno per i giovani»

Il vicepresidente nazionale della Conferenza episcopale italiana ha risposto a domande di stretta attualità

di Redazione Web

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Monsignor Francesco Savino è stato intervista da Conchita Sannino su Repubblica. Il vicepresidente nazionale della Conferenza episcopale italiana ha risposto a domande di stretta attualità tra cui l'Autonomia differenziata.

L'intervento di Savino sull'autonomia differenziata

"L'Autonomia differenziata? È il tema cui ho dedicato una lunga relazione. Io penso che, per come l'hanno immaginata e si punta a realizzarla, questo progetto sia un enorme macigno gettato sulle spalle di generazioni presenti e future. Ma sia chiaro: non ci interessa orientare voti, parlare dei partiti. A noi interessa solo il destino dei fratelli. Quelli che stanno ai margini, innanzitutto". A dichiararlo è monsignor Francesco Savino, vicepresidente della Cei ai taccuni di Repubblica.


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Queste riflessioni, all'interno della Cei, appartengono storicamente alla Chiesa meridionale. "Sì, intanto riprendiamo il discorso iniziato dodici mesi fa su aree spopolate e dimenticate, e anche sulle vite di chi resta ai margini pur abitando nelle città. È vero che le disuguaglianze territoriali hanno sempre sollecitato l'attenzione della Chiesa. In uno studio di Matteo Prodi , sono raccolte tre lettere dei vescovi italiani sul Mezzogiorno: datate 1948, poi '89 e 2010. Ora è anche più complesso il tema del divario Nord -Sud, che rischia di aggravarsi. Ma vedo che se ne parla proprio poco... ".


PER APPROFONDIRE: Regionalismo differenziato, bisogno di un’autonomia solidale


Pensa che il regionalismo non si possa applicare senza riequilibrare la "spesa storica"? "Certo, andrebbero prima correttequeste disuguaglianze, molto evidenti sull'asse Nord-Sud, ma presenti un po' in tutto il territorio. In fondo, basterebbe tenere a mente quello che diceva don Milani, una domanda limpida, che tutti capiscono : "Si può dividere in parti eguali, tra diseguali?"".

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